Caffè di notte

Nel mio quadro sul Caffè di notte ho cercato di esprimere l’idea che il caffè è un posto dove ci si può rovinare, diventar pazzi, commettere dei crimini. Inoltre ho cercato di esprimere la potenza tenebrosa quasi di un mattatoio, con dei contrasti tra il rosa tenero e il rosso sangue e feccia di vino, tra il verdino Luigi XV e il Veronese, con i verdi gialli e i verdi blu intensi, tutto ciò in un’atmosfera di una fornace infernale di zolfo pallido.

E pur tuttavia sotto un’apparente levità giapponese e una bonomia alla Tartarin.

internocaffedinotte

Che direbbe però di questo quadro il signor Tersteeg, lui che davanti a un Sisley, quel Sisley che è il più discreto e il più dolce degli impressionisti, ha già detto: “Non posso fare a meno di pensare che quando l’artista ha dipinto ciò era un po’ brillo”. Allora davanti al mio quadro direbbe che si tratta di un delirium tremens in pieno.

Vincent Van Gogh (30 marzo 1853 – 29 luglio 1890)

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