Caffè di notte

Nel mio quadro sul Caffè di notte ho cercato di esprimere l’idea che il caffè è un posto dove ci si può rovinare, diventar pazzi, commettere dei crimini. Inoltre ho cercato di esprimere la potenza tenebrosa quasi di un mattatoio, con dei contrasti tra il rosa tenero e il rosso sangue e feccia di vino, tra il verdino Luigi XV e il Veronese, con i verdi gialli e i verdi blu intensi, tutto ciò in un’atmosfera di una fornace infernale di zolfo pallido.

E pur tuttavia sotto un’apparente levità giapponese e una bonomia alla Tartarin.

internocaffedinotte

Che direbbe però di questo quadro il signor Tersteeg, lui che davanti a un Sisley, quel Sisley che è il più discreto e il più dolce degli impressionisti, ha già detto: “Non posso fare a meno di pensare che quando l’artista ha dipinto ciò era un po’ brillo”. Allora davanti al mio quadro direbbe che si tratta di un delirium tremens in pieno.

Vincent Van Gogh (30 marzo 1853 – 29 luglio 1890)

Il grido

Camminavo lungo la strada con due amici quando il sole tramontò, il cielo si tinse all’improvviso di rosso sangue. 

Mi fermai, mi appoggiai stanco morto ad una palizzata. 

Sul fiordo nero-azzurro e sulla città c’erano sangue e lingue di fuoco. 
I miei amici continuavano a camminare e io tremavo ancora di paura… e sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura.

Edvard Munch (Løten, 12 dicembre 1863 – Oslo, 23 gennaio 1944)

Il 26 aprile

1937, durante la guerra civile spagnola, l’aviazione militare tedesca bombardò (con il supporto dell’Aviazione Legionaria Fascista d’Italia) una piccola città dei Paesi Baschi. Pablo Picasso immortalò l’evento e gridò la sua opposizione ai regimi totalitari in un bellissimo, lacerante dipinto:

Guernica
Pablo Picasso: Guernica (1937), olio su tela, 349 cm x 776 cm. Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia, Madrid.

E’ lei che ha fatto questo orrore?, gli domandò l’ambasciatore tedesco Otto Abetz esaminando una fotografia del quadro.

No, è opera vostra

, rispose il pittore.