Bumerang!

di Aniello Troiano

Editore: Homo Scrivens

2013, Valle Caudina e dintorni (Campania)

Peppe “Montana” è un piccolo spacciatore di hashish e marijuana, cresciuto a pane e film di gangster. In particolare, ha un debole per Scarface – da cui il soprannome. Sogna di diventare un boss. Nel tentativo di compiere il grande passo, richiederà l’aiuto dei suoi amici di infanzia: Tonino “a Tiella” (la padella), aspirante chef che si arrangia lavorando come cameriere, afflitto da una sorta di complesso di inferiorità nei confronti di Gordon Ramsay; e Sergio, detto “Sergiolino”, studente universitario figlio di papà, pigro e ampiamente fuori corso, giocatore esperto di Play Station.

In parallelo, Luigi detto “Giggino ‘a Faina”, giunto al culmine dell’ossessione per la provocante e disinibita Angelica, chiederà una mano ai suoi “amici” per riuscire ad andarci a letto. Si tratta di Stefano “o Nanett”, metallaro complottista e ossessionato da massoneria e simili, e Michele “a Tipo”, amante dell’house e delle macchine modificate, come la sua Tipo rossa “tamarrata”. Gli unici due poveracci che in qualche modo gli vogliono bene, solo perché Faina, andando contro la sua natura, non li ha ancora fregati.

Due storie, due piani, due “gang”. Ma siamo sicuri che tutto filerà liscio?

Da oggi in libreria!
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Parigi, 2011

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Quella primavera ho collaborato alla sceneggiatura di una serie televisiva.

Questo il soggetto: una notte, in un paese di montagna, tornano dei morti. Non si sa perché, né perché proprio quei morti e non altri. Loro stessi non sanno di essere morti. Lo capiscono dallo sguardo spaventato delle persone che amano, che li amavano, accanto alle quali vorrebbero riprendere il proprio posto.

Non sono zombie, non sono fantasmi, non sono vampiri. Non siamo in un film fantastico ma nella realtà.

Ci si chiede, seriamente: che cosa succederebbe se questo evento impossibile capitasse per davvero? Se entrando in cucina trovaste vostra figlia adolescente, morta da tre anni, che si sta preparando una scodella di cereali con la paura di essere sgridata perché è tornata a casa tardi e non ricorda assolutamente nulla di ciò che è accaduto la sera prima, voi come reagireste? In concreto: quali gesti fareste? Quali parole direste?

Emmanuel Carrère, Il Regno (Adelphi, 2015): da oggi in libreria!

I diabolici

di Pierre Boileau e Thomas Narcejac

Editore italiano: Adelphi

«Una sorta di interminabile attacco di cuore»: così è stato definito I diabolici, che – unanimemente considerato un classico della letteratura noir – non ha perso un grammo del suo torbido fascino: come dimostrano i commenti dei giovani blogger francesi, i quali scoprono stupefatti quanto l’attuale letteratura psicologica francese «à suspense» debba a un libro che ai loro occhi appare «di un’incredibile modernità», dotato di «un intrigo perfetto» e di «una tensione che fino all’ultimo non ti dà un attimo di tregua». Come nei migliori romanzi di Simenon, quello che conta qui è la progressiva perdita, da parte del protagonista, della percezione della realtà, il suo sprofondare sempre più allucinato in una vertigine di angoscia e di terrore in cui i deliri si accavallano ai ricordi d’infan­zia e a un lacerante senso di impotenza.

Nei Diabolici compaiono per la prima volta alcuni dei marchi di fabbrica della sterminata, formidabile produzione di Boileau e Narcejac: lo schema triangolare, l’am­bienta­zio­ne provinciale e piccoloborghese, il motivo del colpevole tormentato dal rimorso e dalla paura, la contiguità fra innocenza e colpa; e soprattutto l’inversione dei ruo­li: in un’autentica spirale di orrore, l’as­sassino si trasforma in una vittima braccata da «colei che non c’è più» – la donna che sa di aver ucciso. Non a caso Francis Lacassin (sceneggiatore di molti Maigret televisivi e grande studioso di Simenon) ha scritto che proprio grazie a Pierre Boileau e Thomas Narcejac «il romanzo poliziesco senza poliziotti è diventato una variante tragica del romanzo tout court».

In libreria

Hercule Poirot è tornato!

imagesSEULBAAUTre stanze per un delitto, di Sophie Hannah

Editore italiano: Mondadori

Dopo l’ennesimo caso risolto, Hercule Poirot ha finalmente deciso di prendersi una vacanza. E visto che viaggiare è molto stancante, quale migliore destinazione di Londra stessa? Così, senza dire nulla a nessuno, ha affittato una camera in una pensione cittadina, deciso a godersi il meritato riposo, al riparo dagli assalti di chi cerca il parere del detective più famoso del mondo. Ma se, per una volta, Poirot non insegue il mistero, è il mistero a inseguire lui.

Una sera, mentre è seduto a un tavolo di un piccolo locale, intento a gustare un delizioso caffè, irrompe una donna, sconvolta. Poirot le si avvicina, presentandosi come un poliziotto in pensione. La donna sembra spaventarsi ancora di più e gli chiede di assicurarle che non è più in servizio. Quando Poirot glielo conferma, lei gli confessa che sta per essere commesso un omicidio. La vittima è lei, e merita di essere uccisa. Per questo lui deve prometterle che non farà nulla per salvarla e non cercherà, successivamente, di trovare il colpevole. A quel punto la donna corre fuori dal locale e sparisce nella notte. Quanto c’è di vero in quel racconto? E i tre omicidi commessi a Londra quella stessa sera sono collegati alle parole della donna?

*

A trentanove anni dalla sua ultima apparizione letteraria, Hercule Poirot, il detective più famoso e amato del mondo, ritorna per risolvere tre delitti apparentemente inspiegabili. Per la prima volta gli eredi di Agatha Christie hanno autorizzato che il personaggio inventato dalla scrittrice britannica nel 1920 faccia la sua ricomparsa, interpretato dalla penna di una nuova autrice. E la scrittrice chiamata a questo compito è Sophie Hannah, maestra inglese del thriller psicologico, i cui romanzi hanno venduto, nel solo Regno Unito, centinaia di migliaia di copie, vincendo numerosi premi e venendo tradotti in più di venti paesi.

In libreria

Viviane Élisabeth Fauville

di Julia Deck

Editore italiano: Adelphi

In una stanza disperatamente vuota una donna culla su una sedia a dondolo una bambina di pochi mesi. Ha l’impressione di avere commesso qualcosa di terribile, ma non ne è certa, tutti i suoi ricordi sono sfocati. Contempla la piccola quasi si aspettasse da lei una risposta, una rivelazione. Poi, un bagliore: ha quarantadue anni e ha abbandonato il bel marito che l’ha lasciata per un’altra e lei si è rintanata lì, in un appartamento spoglio, in un quartiere popolato di bazar orientali dov’è una straniera. Il giorno prima ha ucciso a coltellate il suo analista, incapace di alleviare le crisi di terrore di cui soffre, in segreto, da tre anni. Di quel che è stata – ambiziosa direttrice della comunicazione con ufficio a due passi dagli Champs-Élysées, moglie e figlia devota – non le resta che un nome, Viviane Élisabeth Fauville, regale e fragile relitto di un’esistenza inappuntabile, della scrupolosa obbedienza alle leggi dell’abitudine e della necessità. Certa solo del delitto che ha commesso, e del colpo di grazia che non potrà tardare, per tutti allarmante e impenetrabile, ancorata alla realtà solo dal fardello della figlia, Viviane esce dai binari che guidavano il suo destino, si addentra in una Parigi oscura e parallela, affonda, e ci trascina, in un gorgo di insostenibile angoscia, di acuto disagio – sino all’esplosivo epilogo. Sorretto da una scrittura secca e minuziosa, capace di farci vivere dall’interno il frantumarsi di una personalità, Viviane Élisabeth Fauville è un noir che non dà tregua e insieme il ritratto, sconcertante, di una donna che si libera della sua fallace identità come si appende un abito a una gruccia, che accoglie la follia e la deriva come unica via di salvezza.

*

Il romanzo d’esordio della scrittrice francese Julia Deck è un piccolo capolavoro da non perdere.

Le Royaume

La notizia è di quelle che fanno partire, immediato, il conto alla rovescia: il prossimo 11 settembre sarà pubblicato in Francia il nuovo lavoro di Emmanuel Carrère: un romanzo-inchiesta sulla nascita del cristianesimo. 

Come sono nati i racconti sulla vita e la figura di Gesù? L’autore di Limonov si cimenta con un periodo storico pieno di fascino e di misteri imboccando il sentiero già percorso dall’evangelista Luca. Quest’ultimo, infatti, non fu testimone oculare degli avvenimenti narrati nel Nuovo Testamento e si premurò di svolgere una vera e propria indagine, prima di metterli per iscritto: “è parso bene anche a me” leggiamo nell’introduzione al terzo vangelo, “dopo essermi accuratamente informato di ogni cosa dall’origine, di scrivertene per ordine, eccellentissimo Teofilo, perché tu riconosca la certezza delle cose che ti sono state insegnate”.

Il libro si intitolerà Le Royaume

… e qualcosa mi dice che non riuscirò ad aspettare la traduzione italiana!!

Fossi in voi correrei subito ad acquistare…

La settimana bianca, di Emmanuel Carrère

Editore italiano: Adelphi

«Ero solo, in una casetta in Bretagna, davanti al computer» ha raccontato una volta Emmanuel Carrère «e a mano a mano che procedevo nella storia ero sempre più terrorizzato». All’inizio, infatti, il piccolo Nicolas ha tutta l’a­ria di un bambino normale. Anche se allo chalet in cui trascorrerà la settimana bianca ci arriva in macchina, portato dal padre, e non in pullman insieme ai compagni. E anche se, rispetto a loro, appare più chiuso, più fragile, più bisognoso di protezione. Ben presto, poi, scopriamo che le sue notti sono abitate da incubi, che di nascosto dai genitori legge un libro, dal quale è morbosamente attratto, intitolato Storie spaventose, e che, con una sorta di torbido compiacimento, insegue altre storie, partorite dalla sua fosca immaginazione: storie di assassini, di rapimenti, di orfanità. E sentiamo, con vaga ma crescente angoscia, che su di lui incombe un’oscura minaccia – quella che i suoi incubi possano, da un momento al­l’altro, assumere una forma reale, travolgendo ogni possibile difesa, condannandolo a vivere per sempre nell’in­ferno di quei mostri infantili.

Questo perturbante, stringatissimo noir è da molti considerato il romanzo più perfetto di Emmanuel Carrère – l’ultimo da lui scritto prima di scegliere una strada diversa dalla narrativa di invenzione. 

In libreria

Doctor Sleep

di Stephen King

Perseguitato dalle visioni provocate dallo shining, la luccicanza, il dono maledetto con il quale è nato, e dai fantasmi dei vecchi ospiti dell’Overlook Hotel dove ha trascorso un terribile inverno da bambino, Dan ha continuato a vagabondare per decenni. Una disperata vita on the road per liberarsi da un’eredità paterna fatta di alcolismo, violenza e depressione.

Oggi, finalmente, è riuscito a mettere radici in una piccola città del New Hampshire, dove ha trovato un gruppo di amici in grado di aiutarlo e un lavoro nell’ospizio in cui quel che resta della sua luccicanza regala agli anziani pazienti l’indispensabile conforto finale. Aiutato da un gatto capace di prevedere il futuro, Torrance diventa Doctor Sleep, il Dottor Sonno.

Poi Dan incontra l’evanescente Abra Stone, il cui incredibile dono, la luccicanza più abbagliante di tutti i tempi, riporta in vita i demoni di Dan e lo spinge a ingaggiare una poderosa battaglia per salvare l’esistenza e l’anima della ragazzina. Sulle superstrade d’America, infatti, i membri del Vero Nodo viaggiano in cerca di cibo. Hanno un aspetto inoffensivo: non più giovani, indossano abiti dimessi e sono perennemente in viaggio sui loro camper scassati.

Ma come intuisce Dan Torrance, e come imparerà presto a sue spese la piccola Abra, si tratta in realtà di esseri quasi immortali che si nutrono proprio del calore dello shining. Uno scontro epico tra il bene e il male, una storia agghiacciante e meravigliosa, un ritorno al fantastico e all’horror dei primi lavori di King. Doctor Sleep inquieta e fa paura, ma soprattutto commuove ed emoziona.

Il Re è tornato!

Carnevale in giallo

AA.VV.

Editore: Sellerio

Tra rito di rigenerazione e desiderio di trasgressione Carnevale è la festa che ogni anno sconvolge l’ordine delle cose, scompagina la gerarchia sociale, sospende ogni regola. Niente di più adatto perciò del Carnevale alla scena di un delitto: maschere dietro cui nascondersi, costumi per assumere un’altra identità sembrano, infatti, ingredienti perfetti per la scena di un «caso». Protagonisti gli investigatori di casa Sellerio. Scherzi di Carnevale per Petra Delicado e Fermín Garzón, la Casa di Ringhiera, Enzo Baiamonte della Zisa, Rocco Schiavone, i Vecchietti del BarLume.

*

Carnevale in giallo raccoglie racconti polizieschi a situazione, in cui i protagonisti, gli investigatori noti dai romanzi maggiori pubblicati da questa editrice, svolgono il loro lavoro nel clima della festa proverbialmente beffarda che li condiziona pesantemente. Hanno a che fare con maschere e travestimenti, con il libertinaggio e la confusione del «mondo alla rovescia». Una capacità di metamorfosi di persone e cose che accentua la difficoltà dell’enigma. Che mescola in ogni racconto una tintura di grottesco.

Petra e Fermín – nel primo racconto ad opera di Alicia Giménez-Bartlett – affrontano il caso di un «diavolo» trovato stecchito e bagnato di sangue e acqua nei vicoli di Barcellona. La mascherata degli equivoci, narrata da Francesco Recami, coinvolge, sotto il solito destino cinico, la Casa di Ringhiera nella caccia a un collier scomparso. Nella baraonda teatrale di una festa di paese, a lui più congeniale, il buon Enzo Baiamonte dello scrittore Gian Mauro Costa conduce la sua inchiesta di periferia: il morto è dietro una maschera del Mastro di Campo, kermesse del borgo palermitano di Mezzojuso. Il nero del racconto di Antonio Manzini non è ravvivato nemmeno per un momento dalla festa, visto che il vicequestore Rocco Schiavone considera il Carnevale solo un Halloween fallito. Marco Malvaldi traveste i Vecchietti del BarLume da giudici della sorte più che da investigatori del pettegolezzo: la loro dura lex si abbatte con ridanciana ironia su un italianissimo mascalzone.

Oggi in libreria

Dame Angela

La Regina Elisabetta II ha nominato Angela Lansbury, indimenticabile protagonista della serie televisiva Murder, She Wrote (la mitica Signora in Giallo) e straordinaria Miss Marple in Assassinio allo specchio (The Mirror Crack’d, 1980), grand’ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico.

Congratulazioni a Dame Angela, interprete raffinata e sensibile che nel 2014 si appresta a ricevere anche un – meritatissimo – premio Oscar alla carriera.

Chi ben comincia…

Primo giorno dell’anno, primo acquisto in libreria:

Emmanuel Carrère: La vita come un romanzo russo (Einaudi)

«Follia e orrore hanno ossessionato la mia vita. Di questo e nient’altro trattano i libri che ho scritto. Dopo L’avversario non ne potevo più. Ho voluto sottrarmi.
Ho creduto di poterlo fare amando una donna e intraprendendo un’indagine.
L’indagine riguardava il mio nonno materno, che dopo un’esistenza tragica scomparve nell’autunno del 1944: ucciso, molto probabilmente, in quanto collaborazionista. È il segreto di mia madre, il fantasma che tormenta la nostra famiglia.
Per esorcizzare quel fantasma ho scelto un percorso aleatorio. Un percorso che mi ha condotto fino a una sperduta cittadina della provincia russa dove sono rimasto a lungo, all’erta, in attesa che accadesse qualcosa. E qualcosa è accaduto: un feroce delitto.
Follia e orrore mi riagguantavano.
Mi hanno riagguantato anche nella vita sentimentale. Ho scritto per la donna che amavo un racconto erotico che avrebbe dovuto fare irruzione nella realtà, e la realtà ha sventato i miei piani. Ci ha scaraventati in un incubo che somigliava ai miei peggiori libri e ha devastato la nostra esistenza e il nostro amore.
Ecco di cosa si parla qui: delle sceneggiature che costruiamo per tenere sotto controllo la realtà e del modo spaventoso con cui essa reagisce».

Emmanuel Carrère

La banda Sacco

Il Social Book Day – la giornata dedicata ai libri e all’amore per la lettura ideata dalla social book magazine Libreriamo – si apre con un’ottima notizia: è in libreria La banda Sacco, il nuovo romanzo di Andrea Camilleri edito da Sellerio.

Eccone la trama originale (dal sito ufficiale della casa editrice):

Raffadali, provincia di Agrigento, anni Venti del Novecento. I fratelli Sacco sono passati dalla miseria nera a una vita dignitosa di contadini con quattro salme di terra. Sono uomini liberi, di idee socialiste, hanno il senso dello Stato, si sono fatti da sé seguendo l’esempio del padre Luigi che li ha allevati nella cultura del lavoro e del rispetto degli altri e che ha costruito la sua fortuna con l’arte di innestare i pistacchi. La vita cambia quando una mattina il capofamiglia riceve una lettera anonima, poi un’altra, poi subisce un tentativo di furto. Luigi Sacco non ha esitazioni e denunzia le richieste estortive ai carabinieri, che però si trovano disorientati: nessuno in paese ha mai osato denunziare la mafia, tutti preferiscono accettare e tacere. Da quel momento i Sacco dovranno difendersi. Dalla mafia e dalle forze dell’ordine, dai paesani complici, dai traditori, dai maggiorenti del paese tra tentativi di omicidio, accuse false, testimonianze bugiarde. Osteggiati dai carabinieri che li privano del porto d’armi e non li difendono, i fratelli Sacco diventano latitanti. Fronteggiano la mafia mostrando un coraggio e una coscienza civile straordinari per quegli anni, liberando di fatto Raffadali dall’oppressione mafiosa. Poi arriva Mori, il fascismo vuole battere Cosa Nostra, a qualsiasi costo e con qualsiasi mezzo. Ma perché dare la caccia ai Sacco che non solo non sono stati mai mafiosi, ma anzi ne sono vittime e proprio alla mafia hanno dichiarato guerra? Ecco allora che per giustificare la gigantesca, spietata caccia all’uomo che Mori scatena, i fratelli Sacco devono diventare una vera e propria banda: madre, sorelle, cognati, cugini, amici, ex sindaci socialisti, tutti vengono arrestati. Poi tocca ai fratelli che circondati da duecento carabinieri vengono feriti, arrestati, torturati. «La giustizia otterrà quello che vuole ottenere»; ai Sacco vengono addebitati quattro omicidi. Condannati all’ergastolo Vanni, Salvatore e Alfonso, girano tutte le carceri, e in alcune fanno degli incontri straordinari: Umberto Terracini e Antonio Gramsci, fra i tanti. Caduto il fascismo i Sacco non ottengono la revisione del processo e passeranno ancora decenni prima che, su sollecitazione di Umberto Terracini, i fratelli Sacco ottengano la grazia.

Siamo nel 1962.

Di questa storia, un caso politico oltre che giudiziario, Andrea Camilleri ha consultato tutte le carte, documenti ufficiali, scritti familiari, atti del processo. E ha raccontato, «attraverso questo “western di cose nostre”, per usare un titolo di Sciascia, come la mafia non solo ammazzi, ma sia anche in grado di condizionare e di stravolgere irreparabilmente la vita delle persone».

Un nuovo caso per Hercule Poirot

Le formidabili cellule grigie di Hercule Poirot si rimettono all’opera.

Il detective belga dalla testa a forma d’uovo e i mustacchi impomatati nato dalla prolifica penna di Agatha Christie sarà infatti protagonista del prossimo romanzo della scrittrice inglese Sophie Hannah, in uscita a settembre 2014.

A novantaquattro anni dalla sua prima avventura (Poirot a Styles Court, 1920) e trentanove anni dopo “Sipario – L’ultimo caso di Poirot” (1975), HarperCollins e gli eredi della Regina del Giallo imboccano la strada dell’apocrifo d’autore affidando a un’autrice di talento un’impresa ad alto rischio, per così dire, “emotivo”: come reagirà l’esercito agathiano alla “resurrezione” dell’investigatore più letto – e forse più amato – di tutti i tempi?

Resurrezione squisitamente letteraria, s’intende: stando alle prime, gustose anticipazioni pubblicate oggi dalla stampa inglese, l’azione del nuovo romanzo si svolgerà alla fine degli anni Venti, collocandosi temporalmente fra Il mistero del Treno Azzurro (1928) e Il pericolo senza nome (1932).

Sophie Hannah e Mathew Prichard, nipote di Agatha Christie e Presidente della Agatha Christie Ltd.

Che dire? I grandi personaggi letterari finiscono sempre per sottrarsi alla sfera d’influenza dei rispettivi autori divenendo quel che potremmo definire una sorta di “patrimonio culturale comune”. Era dunque, se non inevitabile, quantomeno prevedibile che, dopo Sherlock Holmes e James Bond, l’editoria moderna facesse rivivere un altro pilastro fondamentale della letteratura poliziesca, e il fatto che la scelta sia ricaduta su Sophie Hannah, ammiratrice e profonda conoscitrice dell’opera di Dame Agatha (che ammette di considerare alla stregua di un “testo sacro”), ha tutto il sapore di una garanzia.

“Non mi prenderò alcuna libertà” giura l’autrice, consapevole di dover maneggiare il testimone con estrema cautela; “non lo farò appassionare al windsurf o alle immersioni subacquee”… il piccolo e vanitoso detective belga, insomma, rimarrà se stesso e continuerà a fare quel che gli riesce meglio: strabiliarci una volta di più con il suo acume.

Una verità delicata

di John Le Carré

Editore italiano: Mondadori

Un’operazione antiterrorismo, nome in codice Wildlife, viene messa in atto nella più preziosa colonia britannica, Gibilterra. L’obiettivo è catturare e sequestrare un potente trafficante d’armi islamico. Gli ideatori sono un ambizioso ministro degli Esteri del Regno Unito e un contractor della Difesa che è anche suo amico. L’operazione è talmente segreta che neppure Toby Bell, il segretario personale del ministro, ne è al corrente. Sospettando un complotto dagli esiti disastrosi, Toby fa il possibile per bloccarlo, ma viene prontamente trasferito all’estero per un altro incarico. Tre anni dopo, convocato nel suo fatiscente castello in Cornovaglia da Sir Christopher Probyn, un diplomatico in pensione, e tenuto sotto l’occhio vigile di sua figlia Emily, Toby dovrà scegliere tra ciò che gli detta la sua coscienza e gli obblighi nei confronti delle istituzioni per le quali lavora. Se l’unica condizione necessaria perché il male trionfi è che le persone oneste non facciano nulla, come si può rimanere in silenzio?

Da oggi in libreria

Requiem per la Ligera

di Omar Gatti

La Ponga Edizioni

Milano 1952. 
Sul pavimento di un bar sono distesi quattro cadaveri. 
Un uomo, una donna e due bambini. 
Sono ciò che rimaneva della famiglia di Sciresa, il vecchio capo della ligera. 
Qualcuno ha voluto sferrare il colpo di grazia alla malavita milanese. 
Toccherà a Cinghei, uomo di fiducia di Sciresa, scoprire il mandante dell’esecuzione. 
Tra rapinatori di banche, ruffiani marsigliesi, mafiosi siciliani e frasi in dialetto meneghino, Omar Gatti trasporta sui Navigli milanesi la scrittura rapida e rabbiosa della scuola hard-boiled di Hammett e Chandler, in un romanzo avvincente ed esplosivo come una scarica di mitra.

Da oggi in libreria . . . 
. . . e dal 2 agosto in eBook a soli € 1,99!

Rebus di mezza estate

FarinettiREBUSpiatto-660x1002di Gianni Farinetti

Editore: Marsilio
Collana: Farfalle / i gialli

Possibile che un pericoloso killer si aggiri indisturbato nelle impervie eppur domestiche Alte Langhe piemontesi? Parrebbe di sì, dato che fra residenze di campagna, calici di sauternes, bagna cauda e barbera, fastosi o scombinati matrimoni, avvenenti – o meno, alcune parecchio meno – signore firmate, pattuglie della polizia, castelli aviti, cascine crollate, lugubri marchesi, giovani formaggiai, astuti pataccari, vedove, cani, gatti, caprioli, cinghiali, volpi, tassi e ghiri, boschi, pizzerie, barche in costruzione nel porto dei Savona, scrittrici fasulle e giovinastri di paese, atavici odii fra vicini e patrimoni trafugati (ma altri solidissimi), un assassino misterioso semina in una manciata di ore una serie di sanguinosi omicidi. Una commedia nera, nerissima, e un inestricabile rompicapo di mezza estate (giugno, tempo stupendo, nelle più grandiose e segrete colline del nord Italia) risolto, com’è naturale, dal flemmatico maresciallo Giuseppe (Beppe) Buonanno comandante della stazione CC di Monesiglio coadiuvato da Sebastiano Guarienti, noto – molto noto agli affezionati lettori della saga farinettiana – sceneggiatore nato a Bra (Cn). Finale, dunque nella tradizione. Forse.

In libreria dal 29 maggio 2013. 

Consigliato!

Alta tensione

di Harlan Coben

Editore: Mondadori – Omnibus 2013 Quando Suzze Trevantino, un’ex stella del tennis, e suo marito Lex Ryder, membro del duo rock HorsePower, ricevono un post anonimo su Facebook che mette in dubbio la paternità del loro bambino non ancora nato, Lex scompare nel nulla. Suzze, incinta di otto mesi, si rivolge immediatamente a Myron Bolitar supplicandolo di rintracciare il marito. Ma quando Myron trova Lex in un equivoco club di New York ha una grande sorpresa, perché lì si imbatte anche in qualcuno che non si aspettava certo di rivedere: Kitty, la moglie di suo fratello Brad, il quale ha fatto perdere le proprie tracce sedici anni prima, lasciando in eredità a Myron una ferita mai rimarginata. La ricomparsa di Kitty, promessa mancata del tennis, già amica e poi rivale di Suzze, non può essere un caso.
La vicenda a questo punto si complica e l’indagine si sdoppia, ma tutti i sospetti sembrano convergere su Gabriel Wire, cantante e leader carismatico degli HorsePower, che si nega da anni ai propri fan e il cui unico legame con il mondo è il tormentato Lex.
Deciso a ritrovare a ogni costo il fratello e a fare luce sul misterioso Wire, Bolitar, con l’aiuto del suo socio, l’aristocratico e libertino Win, si inoltra in un’intricata rete di rapporti personali e inconfessabili segreti, con incursioni temerarie in una New York ora notturna e altolocata, ora periferica e losca. Ed è fatalmente costretto a fare i conti con il suo passato, pieno di contrasti, menzogne e tenerezze, mentre l’amatissimo padre è sospeso tra la vita e la morte.

In libreria dal 2 luglio 2013. Consigliato.

Dieci sfumature di giallo

Newton Compton Editori
I Mammut n. 36

L’intreccio del racconto, la trama avvincente, i colpi di scena che si susseguono, la suspense che avvince il lettore fino all’ultima pagina: sono questi gli ingredienti di un buon giallo, e ben pochi scrittori hanno saputo padroneggiarli con la stessa abilità e sapienza di Edgar Wallace. Questo volume raccoglie la produzione migliore del grande autore inglese: dieci casi appassionanti, dieci crimini intricati, dieci matasse da sbrogliare in cui Wallace, con inventiva sempre nuova, costruisce altrettante situazioni criminose diversissime. Una sfida sempre nuova per il lettore, che potrà affinare e misurare il proprio acume investigativo, potrà nutrire e saziare il proprio desiderio del brivido nelle pagine dello scrittore che più di ogni altro ha fatto del poliziesco un genere ormai classico.

I racconti:

 
  • L’enigma della candela ritorta (The Clue of the Twisted Candle, 1918)
  • La valle degli spiriti (The Valley of Ghosts, 1922)
  • Il Cerchio Scarlatto (The Crimson Circle, 1922)
  • L’enigma dello spillo (The Clue of the New Pin, 1923)
  • Il mistero delle Tre Querce (The Three Oak Mystery, 1924)
  • La porta dalle sette chiavi (The Door with Seven Locks, 1926)
  • Lo smeraldo maledetto (The Square Emerald, 1926)
  • La porta del traditore (The Traitor’s Gate, 1927)
  • L’orma gigante (Big-Foot, 1927)
  • Il laccio rosso (The Frightened Lady, 1932)

Oggi in libreria

Un’estate in giallo

Sette autori, sette storie, sette casi da risolvere

Editore: Newton Compton

Sotto il caldo sole d’estate può accadere di tutto. È possibile ritrovarsi legati a un letto in un albergo di lusso di Shanghai in compagnia di un cliente dai gusti molto particolari, o essere trasportati nell’Italia del Settecento, per prendere parte alle indagini sulla misteriosa morte di un talentuoso violinista. Può persino capitare di approdare in un futuro non molto lontano, e scoprire un mondo violento in cui sopravvivere significa accettare di perdere la propria innocenza. Una pacifica vacanza per mare può trasformarsi in una crociera con delitto e un tranquillo weekend con gli amici al fresco di un rifugio di montagna può diventare un incubo. E se quest’anno avete deciso di non partire per godervi la pace delle città semideserte, non sentitevi al sicuro: potreste essere chiamati a far luce su un triplice omicidio all’ombra della Madonnina oppure essere coinvolti in una caccia al serial killer per le assolate e torride strade di Napoli… Casi di cronaca, indagini serrate, commissari all’opera per ricostruire disegni criminosi, vittime in fuga per aver salva la vita.

  • Quando da piccolo picchiavo i canidi Francesca Bertuzzi
  • Giochi d’estatedi Diana Lama
  • A mezzanotte sul ponte scialuppe, di Giulio Leoni
  • Rugginedi Massimo Lugli
  • Weekend maledetto, di Silvia Montemurro
  • Il killer di piazzale Dateodi Paolo Roversi
  • L’enigma del violino, di Marcello Simoni

Ferragosto in giallo

Camilleri, Costa, Giménez-Bartlett, Malvaldi, Manzini, Recami

Editore: Sellerio

“La vita andava avanti lo stesso, spietata e inutile come quei giorni di agosto”. C’è un morto sulla spiaggia con una siringa in vena: Montalbano, con Livia a Vigàta per il Ferragosto, sospetta una montatura, scopre il colpevole ma viene scavalcato. Un milionario russo è stato assassinato nel resort non lontano dal BarLume: il Barrista e i Vecchietti cercano la donna. Una rapina in banca finisce quasi in una strage: il vicequestore Rocco Schiavone gioca un po’ sporco, come al solito. Nel cuore afoso delle ore piccole, una splendida fuggitiva irrompe nella Casa di ringhiera: tutto in una notte per il vecchio De Angelis con la sua auto feticcio e, dietro, il corredo di equivoci sarcastici da ballatoio. Un attentato nel ricco mondo dell’industria vinicola siciliana: Baiamonte, steso sulla sdraio, indaga per noia. Una pistola da collezione ha ucciso la moglie del commissario Carreras e ogni indizio accusa il marito: Petra Delicado e Fermin Garzón scommettono sul vero amore. Da Salvo Montalbano a Petra Delicado, gli investigatori degli autori presenti in questa raccolta hanno poderose personalità, tanto da riempire ampiamente lo spazio dei loro casi, non meno di quanto lo facciano gli intrecci in cui capitano. Da questa osservazione nasce l’idea di misurarne, appunto, la personalità, impegnandoli alla prova di occasioni speciali, di feste comandate e di giornate in cui di solito tutti vorrebbero liberarsi dei ruoli ufficiali.

Da oggi in libreria

I Bastardi di Pizzofalcone

di Maurizio De Giovanni

Editore: Einaudi

Collana: Stile libero Big

Non hanno neanche il tempo di fare conoscenza, i nuovi investigatori del commissariato di Pizzofalcone. Mandati a sostituire altri poliziotti colpevoli di un grave reato, devono subito affrontare un delicato caso di omicidio nell’alta società. Le indagini vengono affidate all’uomo di punta della squadra, l’ispettore Giuseppe Lojacono, siciliano con un passato chiacchierato ma reduce dal successo nella caccia a un misterioso assassino, il Coccodrillo, che per giorni ha precipitato Napoli nel terrore. E mentre Lojacono, assistito dal bizzarro agente scelto Aragona, si sposta tra gli appartamenti sul lungomare e i circoli nautici della città, squassata da una burrasca fuori stagione, i suoi colleghi Romano e Di Nardo cercano di scoprire come mai una giovane, bellissima ragazza non esca mai di casa, e il vecchio Pisanelli insegue la propria ossessione per una serie di suicidi sospetti.

***


Sono poliziotti. Devono ricostruire l’immagine di un commissariato che ha una macchia difficile da cancellare. Li hanno scelti perché sono sicuri che falliranno.

Per tutti sono i “Bastardi di Pizzofalcone”.

Luigi Palma, detto Gigi: commissario.
Che vorrebbe crederci, e ci crede

Giorgio Pisanelli, detto il Presidente: sostituto commissario.
Che non crede a chi se ne vuole andare

Giuseppe Lojacono, detto il Cinese: ispettore.
Che cerca sé stesso in un altro posto

Francesco Romano, detto Hulk: assistente capo.
Che ha un altro sé stesso nella testa

Ottavia Calabrese, detta Mammina: vicesovrintendente.
Che sembra una, e invece no

Alessandra Di Nardo, detta Alex: agente assistente. Che cammina su due strade Marco Aragona, vorrebbe essere detto Serpico: agente scelto.
Che sembra uno, e invece sí.

Ognuno di loro ha qualcosa da nascondere. O da farsi perdonare.

Oggi in libreria

Limite ignoto


Prefazione di Alan D. Altieri 
Illustrazione di copertina di Ben Baldwin 
Mezzotints Ebook – Collana Prisma
Formato ebook (epub, mobi) 
Pagine: 90 – Lingua: Italiano 
ISBN epub: 9788898479061 
ISBN mobi: 9788898479078
Prezzo di copertina: € 2,49 

Esordio per la nuova collana Prisma di Mezzotints Ebook, diretta da Alan D. Altieri e dedicata alla esplorazione ad ampio raggio del lato oscuro. Prisma come primo titolo presenta “Limite Ignoto” di Massimo Rainer, un romanzo thriller inedito, torbido ed estremo, un viaggio negli inferi della giustizia che svela un vero e proprio regno del male, che vive e si riproduce sotterraneamente, crimine dopo crimine. Rainer riesce a creare un microcosmo originale e inaspettato tra i tessuti del carcere, dei tribunali, delle attività delinquenziali, abitato da protagonisti che spaccano le pagine. Il sangue, la depravazione, la morte, la maschera ambigua della giustizia conducono la spiazzante narrazione verso un finale inaspettato, che lascia indubbiamente il segno. Il Limite, stavolta, è davvero ignoto.

Il libro:

Un avvocato penalista si reca a far visita in carcere a un giovane detenuto, accusato di un reato ignobile. Tutto molto normale. O forse no. Non c’è nulla di scontato, quando si intraprende una discesa agli Inferi senza lanterna. Non c’è nulla di ovvio, in un non luogo, dove la coscienza e la redenzione non hanno diritto di cittadinanza. Nessuna Giustizia, nessuna pietà. E nessuna identità, dove l’umanità è un’ipotesi. Chi è vittima? Chi è carnefice? Chi è strumento? E quanto può essere profondo l’abisso? 

Dalla prefazione di Alan D. Altieri:

La linea di partenza di Limite Ignoto è tanto banalmente ordinaria quanto sinistramente subdola. Un carcere collocato (perduto?) nel mezzo del nulla, un avvocato difensore che ha ben di meglio (di peggio?) da fare, un detenuto arrestato (sacrificato?) per un crimine mostruoso. Per cui l’avvocato segue il manuale: assorbimento della verità (nothing but an undiscovered lie), allestimento della difesa (or whatever mitation thereof), suggerimento della via d’uscita (all we are is dust in the wind). Tutto a posto, certo. E niente, niente in assoluto, in ordine. Perchè il limite ignoto non è più soltanto là fuori. È già arrivato a dilagare dentro. Dentro tutto. E dentro tutti. Così, quella apparentemente banale linea di partenza carcere-avvocato-imputato si rivela la soglia di un’inesorabile, ineluttabile discesa agli inferi. Ruote all’interno di altre ruote, inganni avvitati su altri inganni, crimini che generano altri crimini. Con “Limite Ignoto”, Massimo Rainer esegue l’impietosa radiografia ai raggi-X di un impero del male dove la depravazione è la fede e la morte è la divinità. Quell’impero del male ha un feticcio sacrificale, iVstitia, e ha un’amigdala letale, lex.. Qualcosa che faremo davvero meglio a non dimenticare la prossima volta che passiamo davanti a uno dei quegli incombenti palazzi con troppe colonne squadrate e troppo finestre a inferriata, con sulla facciata parole già di per se stesse arcane, rese comunque illeggibili dall’inquinamento. Perchè, sempre qui e ora, dimenticare significa seppellire. Tutto. E tutti.

L’autore:

Quarantaquattro anni, avvocato penalista, milanese, Massimo Rainer nutre da sempre la passione per l’Estremo e il Lato Oscuro, forse a scopo catartico. Presente in alcuni racconti per il Giallo Mondadori, Limite Ignoto è il suo terzo romanzo, dopo Rosso italiano (Barbera, 2007) e Chiamami Buio (Todaro, 2011).

Disponibile da oggi nelle principali librerie online

 

Resa dei conti

di Petros Markaris

Editore italiano: Bompiani
Collana: Letteraria Straniera

Capodanno 2014. Grecia, Spagna e Italia sono uscite dall’euro. Anche la famiglia Charitos festeggia l’ultima notte dell’euro, e il ritorno alla dracma. Ma la festa dura poco e, ben presto, lascia spazio al disordine sociale: stipendi bloccati, governo tecnico fasullo, banche chiuse, disoccupazione, anziani affamati che rovistano nei cassonetti. Nel caos che si genera, accadono strani omicidi. Le vittime sono tre ex rivoluzionari del Politecnico, il movimento che insorse negli anni settanta contro il regime dei colonnelli. Sui loro corpi, il misterioso assassino lascia un messaggio, sempre lo stesso. È il comunicato della radio libera degli studenti rivoltosi del Politecnico: “Pane, Istruzione, Libertà”. E a Charitos, in un clima rovente di protesta sociale, spetta l’onere di districarsi in questa nuova, delicatissima indagine. Forse l’ultimo giallo dedicato alla crisi economica, dopo Prestiti scaduti e L’esattore, Resa dei conti conferma non solo l’abilità di Petros Markaris nel costruire un avvincente meccanismo narrativo, ma anche la capacità di raccontare, nello specchio di un perfetto romanzo giallo, il mondo che ci circonda.

Da oggi in libreria

La stanza della morte

di Jeffery Deaver

Editore: Rizzoli
Collana: Rizzoli Best

Lincoln Rhyme torna in scena, sulla scena del crimine, naturalmente: che questa volta si trova alle Bahamas ed è la stanza d’albergo in cui un cecchino ha ucciso Robert Moreno, cittadino americano, noto attivista a favore dei diritti dei popoli del Sud America. L’omicidio è stato commissionato dal governo degli Stati Uniti per sventare i piani terroristici dell’uomo, ma i primi accertamenti rivelano che Moreno stava preparando una manifestazione pacifica e non un attentato. Per Nance Laurel, rigida viceprocuratore distrettuale animata da una totale, quasi fanatica dedizione al suo mestiere, l’organizzazione che ha eliminato Moreno e altri due innocenti deve essere inchiodata alle sue responsabilità. Rhyme e la sua partner Amelia Sachs indagano seguendo la scienza e l’intuito, com’è loro abitudine. Ma ai Caraibi le tracce lasciate dal cecchino svaniscono appena prima che Rhyme le riesca ad analizzare, e la polizia locale non sembra ansiosa di collaborare. Rimasta a New York, Amelia Sachs segue una pista parallela ripercorrendo gli ultimi giorni di Moreno da vivo: e le sue intuizioni si rivelano così esatte da farle correre pericoli sempre più alti. Nelle pieghe del caso si annida anche un killer con la passione per l’alta cucina, che sa usare da virtuoso i suoi sofisticati coltelli; e intanto nella Stanza della Morte vengono prese decisioni che ancora una volta rischiano di confondere colpevoli e innocenti.

Oggi in libreria

Le povere signore Gallardo


Editore: Mondadori

Quale mistero avvolge la morte dell’aviatore Geo Chávez, precipitato dopo un volo sulle Alpi piemontesi nel settembre del 1910? E che rapporto ha con il brutale assassinio di Caterina e di Ines Gallardo, madre e figlia, quasi sessant’anni più tardi? E che c’entrano le lotte partigiane e l’amore che unisce Ines al giovane Lodovico Dossi Bastimenti, scomparso all’improvviso nel 1950 all’indomani del loro matrimonio? E in che modo il libraio Andrea Serravalle inciampa pericolosamente in tutti questi enigmi in una torrida giornata di agosto del 2011?
L’unico che può rispondere a tante domande è Ferruccio Falsopepe, commissario pugliese trapiantato a Genova. Davanti a lui una trama di delitti e misteri lunga un secolo, un’indagine che affonda le sue radici in tutto il Novecento, tra eroi, nazisti, partigiani, traditori, nobili, cospiratori, alto clero, banchieri e società segrete. Fino alla scomparsa di Giorgina, ventenne, ultima donna della dinastia Gallardo.
Così, mentre le tessere del puzzle cominciano a ricomporsi, chi legge fa la conoscenza di una galleria di personaggi indimenticabili. Caterina Gallardo, giovane aviatrice e partigiana, meravigliosa e straordinariamente seduttiva.
L’ambiguo e sfuggente conte Lionello Dossi Bastimenti. Il libraio Andrea Serravalle, titolare della libreria Maigret, archivio vivente di delitti insoluti. Il pm Silvia Conti, bella, coraggiosa, altera ed elegante. E soprattutto il commissario Falsopepe, burbero capo della Omicidi di Genova, che dietro la scorza rude nasconde un cervello finissimo e un grande cuore.
Mario Paternostro, alla seconda prova narrativa, costruisce con maestria un giallo dalla struttura sapiente, alternando la torrida e desolata estate genovese alle campagne piemontesi, mischiando suggestioni ed eventi di epoche diverse.
Le povere signore Gallardo è un noir sorprendente e incantevole, che cattura il lettore con le sue pagine appassionate e suadenti, ricche di tensione, atmosfera e fascino.

Oggi in libreria

Natura morta in riva al mare

di Jean-Luc Bannalec

Editore: Piemme

C’è una cosa che il commissario Dupin detesta più di ogni altra: essere disturbato mentre beve il caffè. Da qualche tempo – cioè da quando è stato trasferito dalla capitale in Bretagna, in seguito a “certe controversie” – associa quel rito mattutino alla lettura dei quotidiani locali: fonti preziose per studiare l’animo bretone e i costumi insoliti di quella gente ai confini del mondo (e della civiltà, per i suoi standard di parigino fino al midollo). Ma è proprio mentre si gode una generosa dose di caffeina che il più zelante dei suoi ispettori lo disturba per comunicargli una notizia che ha dell’inaudito: un omicidio a Pont-Aven, il pittoresco borgo di pescatori che sta per riempirsi di villeggianti in quell’estate insolitamente calda. E la vittima è nientemeno che Pierre-Louis Pennec, novantunenne proprietario del mitico Hotel Central, segnalato su tutte le guide come luogo di soggiorno di celebri artisti, tra cui Paul Gauguin.Il commissario Dupin dovrà districarsi tra le pressioni delle autorità locali, che temono di veder compromessa la stagione turistica, e l’ostinato silenzio degli autoctoni, seguendo una pista che sembra condurre proprio a una tela del famoso pittore.


In libreria

Un’altra notte a Brooklyn

di Lawrence Block

Editore: Sellerio
La memoria n. 930


Una nuova razza di criminali sembra aver preso piede a New York. Senza scrupoli, di lucida e rabbiosa intelligenza, di temperamento spietato e omicida, questi assassini attaccano senza preavviso le persone amate di chi vive fuori dalla legge, ben sapendo che chi campa di crimine difficilmente si rivolgerà alla polizia per affrontare una minaccia. La giustizia ha allora bisogno di trovare un’altra strada, ed è per questo che Scudder viene contattato da uno spacciatore la cui moglie è stata rapita per un riscatto e che è stata ammazzata barbaramente, affinché trovi gli uomini responsabili del delitto.
Uno dei più noti e celebrati romanzi della serie del detective alcolista e senza licenza Matt Scudder, che verrà trasposto in un film con Liam Neeson.

In libreria da giovedì 6 giugno 2013

Joyland

di Stephen King

Collana: Pandora
Estate 1973, Heaven’s Bay, Carolina del Nord. 
Devin Jones è uno studente universitario squattrinato e con il cuore a pezzi, perchè la sua ragazza lo ha tradito. Per dimenticare lei e guadagnare qualche dollaro, decide di accettare il lavoro in un luna park. Arrivato nel parco divertimenti, viene accolto da un colorito quanto bizzarro gruppo di personaggi: dalla stramba vedova Emmalina Shoplaw che gli affitta una stanza ai due coetanei Tom ed Erin, studenti in bolletta come lui e ben presto inseparabili amici; dall’ultranovantenne proprietario del parco al burbero responsabile del Castello del Brivido. Ma Dev scopre anche che il luogo nasconde un terribile segreto: nel Castello, infatti, rimasto il fantasma di una ragazza uccisa macabramente quattro anni prima. E così, mentre si guadagna il magro stipendio intrattenendo i bambini con il suo costume da mascotte, Devin dovrà anche combattere il male che minaccia Heaven’s Bay. E difendere la donna della quale nel frattempo si è innamorato.

Da oggi in libreria

La Regola del santo e del peccatore

di Mirko Giacchetti

Dunwich Edizioni

Padre Andrea, missionario in Africa, e John, misterioso serial killer, vivono due esistenze distanti e parallele. Se il Diavolo ci mette lo zampino, ecco che la “regola” per diventare un santo o un peccatore sembra essere la stessa. Il ritrovamento di un libro all’inchiostro di zolfo, capace di conferire strani poteri a chi lo legge, cambia la vita dei due protagonisti. Usare quelle forze oscure, però, significa giocarsi la propria anima: nel bene e nel male.

Il primo serial book di una casa editrice digitale nuova di zecca…

… disponibile in tutti gli store (a soli € 0,99)!

Un covo di vipere

di Andrea Camilleri

Editore: Sellerio
La memoria n. 929

È l’alba a Marinella e il sonno di Montalbano viene interrotto dal canto di un usignolo. 

O almeno così pare al commissario, salvo poi scoprire che si tratta del fischiettare di un vagabondo che ha trovato rifugio nella verandina durante un temporale di fine estate. Un barbone sui generis però, perché parla un italiano perfetto e si vede che ha conosciuto tempi migliori. Confessa di abitare in una grotta poco distante ma non c’è tempo di approfondire la questione perché Montalbano deve correre in commissariato dove Catarella gli annuncia l’assassinio del ragionier Cosimo Barletta.
Nel villino lungo la strada che costeggia il mare nessun segno di effrazione, nessuna traccia di lotta: l’uomo è stato colpito alla nuca da un colpo di pistola mentre seduto in cucina stava bevendo un caffè.
Un tipo strano il ragioniere, una vita solo in apparenza rispettabile: vedovo, benestante, casa in paese e villino sul mare, due figli, Arturo e Giovanna, entrambi sposati. Dalle loro parole però emerge un ritratto dell’uomo non proprio edificante. Malo carattere, qualche affare immobiliare che fa sospettare prestiti ai limiti del lecito, cosa altro ancora? Se lo chiede il commissario quando foto equivoche e lettere nascoste in un doppio fondo della scrivania della vittima svelano una passione malata.
L’autopsia poi mette a nudo un particolare inquietante che costringe a cambiare marcia nell’indagine, tanto più che entrambi i figli di Barletta parlano di un testamento – che non si trova – che il padre intendeva rivedere. Livia arriva a Vigàta proprio quando l’inchiesta sta entrando nel vivo e mentre il commissario si attarda tra interrogatori di testimoni e perquisizioni, lei conosce Mario, l’uomo della grotta, e ne vuole carpire il segreto.

La verità lentamente si fa strada ma è una soluzione che Montalbano non vorrebbe ammettere neanche a se stesso.

Oggi in libreria

L’avversario

avversariodi Emmanuel Carrère

Editore italiano: Adelphi
Traduzione di Eliana Vicari Fabris

«Il 9 gennaio 1993 Jean-Claude Romand ha ucciso la moglie, i figli e i genitori, poi ha tentato di suicidarsi, ma invano. L’inchiesta ha rivelato che non era affatto un medico come sosteneva e, cosa ancor più difficile da credere, che non era nient’altro. Da diciott’anni mentiva, e quella menzogna non nascondeva assolutamente nulla. Sul punto di essere scoperto, ha preferito sopprimere le persone di cui non sarebbe riuscito a sopportare lo sguardo. È stato condannato all’ergastolo. «Sono entrato in contatto con lui e ho assistito al processo. Ho cercato di raccontare con precisione, giorno per giorno, quella vita di solitudine, di impostura e di assenza. Di immaginare che cosa passasse per la testa di quell’uomo durante le lunghe ore vuote, senza progetti e senza testimoni, che tutti presumevano trascorresse al lavoro, e che trascorreva invece nel parcheggio di un’autostrada o nei boschi del Giura. Di capire, infine, che cosa, in un’esperienza umana tanto estrema, mi abbia così profondamente turbato – e turbi, credo, ciascuno di noi».

In libreria

Oggi in libreria

Editore: Feltrinelli
Traduzione di Pino Cacucci

Nella vita da uomo qualunque dell’architetto Pablo Simó c’è una fessura inconfessabile, una crepa che gli tormenta la coscienza: Nelson Jara.

Forse era solo un piccolo truffatore, una “canaglia”, ma anche Pablo Simó sa di essere una canaglia, nonostante l’apparenza di irreprensibile professionista e buon padre di famiglia.

Come una crepa che si allunga e si allarga, tutte le piccole certezze quotidiane di Pablo si sgretolano: una giovane donna che sembra sapere chissà cosa su Jara scatena in lui un’attrazione dirompente, la famiglia va in frantumi, il lavoro diventa insopportabile, e passo dopo passo la tentazione di essere canaglia fino in fondo lo travolge.

Ancora una volta Claudia Piñeiro ci narra i piccoli inferni di una variegata umanità, nella monumentale Buenos Aires invasa dal cemento delle speculazioni edilizie dove l’apparenza, più che mai, inganna.

Come la penso. Alcune cose che ho dentro la testa.

Editore: Chiarelettere
Collana: Reverse

Scrivo perché è sempre meglio che scaricare casse al mercato centrale.
Scrivo perché non so fare altro.
Scrivo perché dopo posso dedicare i libri ai miei nipoti.
Scrivo perché così mi ricordo di tutte le persone che ho amato.
Scrivo perché mi piace raccontarmi storie.
Scrivo perché mi piace raccontare storie.
Scrivo perché alla fine posso prendermi la mia birra.
Scrivo per restituire qualcosa di tutto quello che ho letto.


Un’autobiografia in forma di saggi e di racconti. Per la prima volta ecco il laboratorio creativo di Andrea Camilleri (con una parte dedicata a Montalbano e alla sua Vigata) attraverso un percorso ricco di personaggi, luoghi, piccoli e grandi eventi, e con incursioni nella letteratura, nella filosofia, nella politica.
Che bellezza leggere i suoi ricordi di ragazzo, le “controstorie” della sua Sicilia, e poi recuperare l’Italia di ieri e di oggi, intrattenuti dalla sua inesauribile vena critica e ironica. Un ritratto a colori vivacissimi di come siamo e cosa pensiamo. 
Una scoperta.

Il Mangiateste, di Samuel Giorgi

Editore: Piemme
Collana: Linea Rossa

Grazzeno è un paesino della Val d’Ossola che non ha niente di speciale. Se non fosse per quei tredici suicidi nell’arco di pochi mesi che hanno lasciato la polizia senza risposte e la comunità in preda al panico. Il giorno in cui, tra quelle montagne, arriva Luna Fontanasecca, molti la osservano con curiosità e diffidenza. La cosa non la disturba, ci è abituata. «Quando sei fatta come me, o ti rodi il fegato per tutta la vita oppure ti ci diverti. Niente di straordinario, sono solo un po’ insolita. Smunta, magra e pallida, una specie di cencio scolorito.» Luna è una giovane criminologa dotata di un intuito singolare. Fa parte della squadra del professor Bruno Widmann, specializzata in casi irrisolti e dai metodi poco convenzionali. 
Mentre cerca di fare luce sulla vicenda si imbatte in antiche superstizioni di cui qualcuno si serve per spiegare quell’orrore. E in una figura misteriosa fuggita da un incubo: il Mangiateste. 
A ben vedere Grazzeno non è proprio un posto qualunque. A Villa Luce, la clinica che in paese ospita soggetti con gravi problemi psichici, succedono cose strane. Soprattutto in quell’Ala Est di cui nessuno parla. Luna non è tipo da lasciarsi impressionare, ma quando dopo mesi di quiete le morti riprendono, capisce che non può più essere solo una spettatrice. Ora, in quella storia, c’è dentro fino al collo.

Oggi in libreria

La donna di troppo

di Enrico Pandiani

Editore: Rizzoli
Collana: La Scala
 

Solo un anno fa Zara Bosdaves poteva imbattersi in un cadavere senza altra preoccupazione che affidarlo ai colleghi della Scientifica. Non doveva filare via, allora, ripulire in maniera frettolosa quello che poteva aver toccato, pensando a cosa diavolo dire alla polizia. Era lei la polizia. Adesso Zara fa la detective privata: ha raccolto la sua vita, l’ha impacchettata e si è trasferita a Torino dove, oltre all’agenzia d’investigazioni, è titolare insieme al compagno François di uno dei locali più alla moda della città. E ce la sta mettendo tutta per adattarsi al suo nuovo lavoro, ma pedinare mariti traditori non è proprio il massimo che una donna come lei – una che pratica aikido, che sa dove colpire e dove far male – possa desiderare. Fino a quando non le viene affidato l’incarico d’indagare sulla scomparsa del figlio di un importante industriale, quest’ultimo morto in circostanze sospette in un incidente d’auto. Zara allora dovrà fare i conti con torbidi affari di famiglia, con gente disposta a tutto pur di arrivare lassù, oltre la nebbia; dovrà misurarsi con la violenza, con il dolore. E trovarne la cura. Ma dal sangue non si può guarire, e a lei non resterà altro da fare che seguirlo. Per scoprire dove porta. Con questo romanzo, Enrico Pandiani si conferma un maestro del noir, disegnando una Torino crudele e inattesa, che di giorno ti seduce e di notte ti pugnala, e una nuova travolgente protagonista. Bosdaves è arrivata, ruvida e passionale. E non saprete resisterle.

Da oggi in libreria

Il giro del mondo

cover (2)A cura di Mathew Prichard
Editore: Mondadori – Biografie e memoir

“Desideravo ardentemente vedere il mondo, e non credevo che sarebbe mai successo davvero. Girare il mondo fu una delle cose più straordinarie che mi siano mai capitate.”

 Agatha Christie

Nel gennaio del 1922 la Regina del Giallo partì per un viaggio attraverso tutto l’impero britannico, dal Sud Africa all’Australia, fino a Nuova Zelanda, Hawaii e Canada. Durante quei dieci mesi Dame Agatha scriveva settimanalmente alla madre e alla figlia, raccontando di quei mondi esotici, delle persone che incontrava, di sé. Questo volume raccoglie le lettere, le centinaia di fotografie che la Christie stessa scattò, le cartoline e i ritagli di giornale che conservò come ricordi.

ZeroZeroZero

Sette anni dopo Gomorra. Viaggio nell’impero economico e nel sogno di dominio della camorra, il nuovo romanzo-verità di Roberto Saviano (Feltrinelli – I Narratori):

Un viaggio di 450 pagine nell’inferno della cocaina: non guarderete più il mondo con gli stessi occhi.

Scrivere di cocaina è come farne uso. Vuoi sempre più notizie, più informazioni, e quelle che trovi sono succulente, non ne puoi più fare a meno. Sei addicted. Anche quando sono riconducibili a uno schema generale che hai già capito, queste storie affascinano per i loro particolari. E ti si ficcano in testa, finché un’altra – incredibile, ma vera – prende il posto della precedente. Davanti vedi l’asticella dell’assuefazione che non fa che abbassarsi e preghi di non andare mai in crisi di astinenza. Per questo continuo a raccoglierne fino alla nausea, più di quanto sarebbe necessario, senza riuscire a fermarmi. Sono botte di adrenalina che mi sparo direttamente in vena. Fiammate che divampano accecanti. Assordanti pugni nello stomaco. Ma perché questo rumore lo sento solo io? Più scendo nei gironi imbiancati dalla coca, e più mi accorgo che la gente non sa. C’è un fiume che scorre sotto le grandi città, un fiume che nasce in Sudamerica, passa dall’Africa e si dirama ovunque. Uomini e donne passeggiano per via del Corso e per i boulevard parigini, si ritrovano a Times Square e camminano a testa bassa lungo i viali londinesi. Non sentono niente? Come fanno a sopportare tutto questo rumore?

Oggi in libreria

Nessuna più

AA.VV.: Nessuna più – Quaranta scrittori contro il femminicidio

9788861923416aElliot Edizioni

A cura di Marilù Oliva

Ogni anno oltre cento donne vengono uccise in Italia da uomini che conoscevano o con cui, nella maggioranza dei casi, avevano avuto una relazione affettiva. Il numero delle vittime aumenta in maniera allarmante, a riprova che il femminicidio non è solo un atto empio e feroce ma anche il frutto di una cultura del disprezzo nei confronti della femminilità, di una modalità distorta di vivere i rapporti umani, di una visione dell’amore come smania brutale di possesso. Davanti a un fenomeno tanto odioso, è difficile – se non impossibile – restare semplicemente a guardare. Quaranta autori italiani hanno reagito con le armi della scrittura, donando il proprio racconto per realizzare questa antologia. Oltre al dramma, alla violenza, al vilipendio, troverete però anche la speranza in un futuro più umano e rispettoso, una speranza sostenuta concretamente con i proventi della vendita del libro, che andranno al Telefono Rosa, l’associazione di volontarie che conduce da venticinque anni una battaglia civile necessaria e improrogabile.

Alessandro Berselli, Francesca Bertuzzi, Sara Bilotti, Roberta Bruzzone, Mariangela Camocardi, Stefano Caso, Gaja Cenciarelli, Milvia Comastri, Laura Costantini, Andrea Cotti, Loredana Falcone, Vittoria A., Romano De Marco, Maurizio De Giovanni, Caterina Falconi, Ida Ferrari, Alessia Gazzola, Francesca Genti, Lorenza Ghinelli, Laura Liberale, Elisabetta Liguori, Fabrizio Lorusso, Loriano Macchiavelli, Lara Manni, Marina Marazza, Marco Marsullo, Massimo Maugeri, Raul Montanari, Gianluca Morozzi, Andrea Novelli, Marilù Oliva, Cristina Orlandi, Flavia Piccinni, Marco Proietti Mancini, Piergiorgio Pulixi, Paola Rambaldi, Susanna Raule, Matteo Strukul, Marco Vichi, Cristina Zagara, Gianpaolo Zarini

Oggi in libreria

I proventi di questo libro andranno al Telefono Rosa

La ragazza dei cocktail

di James M. Cain

Isbn Edizioni

Hyattsville, Maryland, primi anni ’60. 

Joan Medford è giovane, sexy e vedova. Suo marito è morto in un incidente automobilistico, le cui circostanze restano misteriose. Con il fiato sul collo di polizia e familiari, un bambino da crescere e il mutuo da pagare, Joan è costretta a rimboccarsi le maniche e a trovarsi un lavoro. Al Garden of Roses cercano una ragazza bella e disinvolta che serva ai tavoli in hot pants e camicetta scollata, e lei sa che le mance dei clienti più facoltosi potranno aiutarla a rimettere insieme i pezzi della sua vita. Nel bar incontra due uomini: un giovanotto attraente, ambizioso e sfrontato che le fa ribollire il sangue nelle vene, e un uomo anziano, molto malato ma dannatamente ricco, in grado di darle la sicurezza che vuole per sé e per suo figlio. La “ragazza dei cocktail” deve prendere una decisione, ma quando tutto sembra andare per il verso giusto, si troverà incastrata in una trappola mortale.

In un romanzo ruvido e sensuale, ritrovato trentacinque anni dopo la sua morte e finora inedito in tutto il mondo, James Mallahan Cain dà voce – e corpo – all’ultima dark lady della letteratura americana.

James M. Cain (1892-1977), autore di romanzi e racconti come Il postino suona sempre due volteLa morte paga doppio Mildred Pierce, è considerato un maestro della letteratura hard boiled americana, al pari di Raymond Chandler e Dashiell Hammett.

I suoi libri hanno ispirato alcuni tra i più grandi film noir di tutti i tempi, tra cui Ossessione di Luchino Visconti, La fiamma del peccato di Billy Wilder e la recente miniserie televisiva della HBO Mildred Pierce, vincitrice di cinque Emmy. Il ritrovamento della Ragazza dei cocktail, l’ultimo romanzo «perduto» di Cain, è stato definito da Stephen King l’evento letterario dell’anno.

Oggi in libreria

La bella di Buenos Aires, di Manuel Vázquez Montalbán

Copertina-de-La-bella-di-Buenos-Aires-Feltrinelli-2012Un ragazza bonaerense bellissima, destinata a diventare l’Emmanuelle argentina, fugge in Spagna inseguita dai militari. Anni dopo, il cadavere di una barbona assassinata viene ritrovato a Barcellona. Carvalho insieme con Biscuter, ormai diventato suo socio, dovrà chiarire una serie di misteri che coinvolgono dal giudice Garzon, all’ispettore-semiologo Lifante, a tutta una serie di emarginati e a un nucleo di alleanze segrete tra diversi Stati. La Barcellona crepuscolare del Barrio Chino sta ormai diventando la città del design mentre, un po’ dappertutto, nuovi cadaveri spuntano come funghi avvelenati. E, sempre presente, il tango. Carvalho riassume, tra un libro bruciato nel caminetto e una nuova ricetta di cucina, avendo ormai scoperto l’intera trama del Male: “Chi è l’assassino? La Storia, la guerra sporca. Il passato. Il passato è il luogo dove si trovano le cause, vale a dire, i colpevoli. Vogliono un mondo senza colpevoli e quando questo diventa impossibile, quando il passato risuscita la colpa, i colpevoli uccidono di nuovo, ridiventano quello che erano sempre stati. Assassini”.

A dieci anni dalla scomparsa dell’autore, una nuova avventura di Pepe Carvalho. Oggi in libreria.

Vipera

Da oggi in libreria!

Da oggi in libreria!

Vipera


Einaudi 

Stile Libero Big

Napoli, 1932: manca una settimana alla Pasqua. Al “Paradiso”, esclusiva casa di tolleranza nella centralissima via Chiaia, la prostituta più famosa è ritrovata morta. Maria Rosaria, detta Vipera, vanto e principale attrazione del bordello per la sua straordinaria bellezza, è stata soffocata con un cuscino. L’ultimo cliente sostiene di averla lasciata ancora viva, il successivo di averla trovata già morta.

Maurizio De Giovanni

Al commissario Ricciardi, che ha il dono terribile di vedere i morti ammazzati e ascoltare le loro ultime parole, il fantasma di Vipera ripete: “il mio frustino, il mio frustino”. L’oscura frase potrebbe riferirsi al soprannome dell’ultimo cliente, l’ambulante di frutta e verdura Peppe ‘a frusta, o ai gusti sessuali di Alfonso, il commerciante di arredi sacri con tendenze sadomasochiste che ha scoperto il cadavere. Ma molti sono i personaggi che ruotavano intorno alla donna e potevano avere un motivo per ucciderla: avidità, frustrazione, invidia, bigottismo. Mentre la primavera accende i sensi e la Quaresima li avvilisce, il commissario Ricciardi si districa nel dedalo di strade e menzogne di una Napoli indimenticabile, ritratta con la potenza narrativa a cui la scrittura di De Giovanni ci ha abituati.

Oggi in libreria: la sedicesima indagine di Thomas Lynley

Un castello di inganni
di Elizabeth George
Longanesi, La Gaja scienza
Pagine: 594
Prezzo: € 18,80
Traduzione di M.C. Pietri

“Alla fine, tutto sembra ricondursi al denaro”, riflette lapidario Thomas Lynley di fronte all’indagine che lo ha portato in Cumbria, un incarico strettamente confidenziale affidatogli da Sir David Hillier. A chiamare in causa Scotland Yard è Bernard Fairclough, baronetto di recente nomina e ricco industriale, convinto che la morte per annegamento di suo nipote Ian, archiviata dal coroner come accidentale, sia stata in realtà un omicidio. Affiancato da Deborah e Simon St. James, che lo seguono in incognito, Lynley si ritrova a frugare tra gli scheletri nell’armadio di molte “rispettabili” persone, costretto a mettere in discussione persino gli affetti più cari. E le sorprese non mancano negli armadi di casa Fairclough, o piuttosto nelle complicate relazioni che ruotano attorno alle ricche casse della famiglia: una figlia finta invalida che conduce un’esistenza parassita a spese del padre; un figliol prodigo uscito dal tunnel della dipendenza da alcol e stupefacenti che si affanna per rientrare nelle grazie del genitore, un ragazzino affetto da turbe psichiche, qualche ex moglie inviperita e non pochi amanti inopportuni… Un ginepraio su cui si è concentrata l’attenzione del giovane reporter di un famigerato quotidiano scandalistico, impegnato a indagare sulla vita del rampollo di casa Fairclough… L’ostinazione di Lynley e dei suoi ufficiosi assistenti porterà inevitabilmente a dipanare quel groviglio, facendo crollare un castello di spaventose bugie e atroci perversioni.