E’ allora che tutto ha vacillato.

Dal mare è rimontato un soffio denso e bruciante. Mi è parso che il cielo si aprisse in tutta la sua larghezza per lasciar piovere fuoco. Tutta la mia persona si è tesa e ho contratto la mano sulla rivoltella. Il grilletto ha ceduto, ho toccato il ventre liscio dell’impugnatura e è là, in quel rumore secco e insieme assordante, che tutto è cominciato. Mi sono scrollato via il sudore ed il sole. Ho capito che avevo distrutto l’equilibrio del giorno, lo straordinario silenzio di una spiaggia dove ero stato felice. Allora ho sparato quattro volte su un corpo inerte dove i proiettili si insaccavano senza lasciare traccia. E furono come quattro colpi secchi che battevo sulla porta della sventura.

Albert Camus, Lo straniero (1942)

Oggi la mamma è morta.

O forse ieri, non so.

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Ho ricevuto un telegramma dall’ospizio: “Madre deceduta. Funerali domani. Distinti saluti.” Questo non dice nulla: è stato forse ieri.

L’ospizio dei vecchi è a Marengo, a ottanta chilometri da Algeri. Prenderò l’autobus delle due e arriverò ancora nel pomeriggio. Così potrò vegliarla e essere di ritorno domani sera.

Ho chiesto due giorni di libertà al principale e con una scusa simile non poteva dirmi di no. Ma non aveva l’aria contenta. Gli ho persino detto: “Non è colpa mia.” Lui non mi ha risposto. Allora ho pensato che non avrei dovuto dirglielo.

Albert Camus, Lo straniero (1942)

Uno studio in nero

La letteratura poliziesca tra spiagge dorate e giungle d’asfalto.

L’area della letteratura poliziesca che definiamo “noir” (ammesso che abbia ancora un senso applicare etichette ai generi letterari e perdersi nel maelström  dei sottogeneri) porta un nome francese ma vanta natali a stelle e strisce. La genesi del noir è legata alle opere di Raymond Chandler e Dashiell Hammett, capiscuola indiscussi del genere – e già ricadiamo nel girone infernale delle classificazioni! – hard-boiled.

Raymond Chandler

Nel saggio La semplice arte del delitto (1944)Chandler getta le basi del romanzo poliziesco realistico e riconosce a Hammett il merito di aver tolto il delitto dal vaso di cristallo del poliziesco all’inglese per buttarlo in mezzo alla strada, restituendolo così alla gente che lo commette per un motivo – e non semplicemente per fornire un cadavere a lettori oziosi, e con mezzi accessibili – non con pistole da duello intarsiate, curaro e pesci tropicali. Un lungo e ponderato addio al giallo tradizionale, insomma, per intingere la penna in qualcosa di più nero dell’inchiostro: il cuore violento di una società profondamente ingiusta. Il delitto, da Chandler in avanti, cesserà di costituire un mero problema di logica, un innocuo puzzle da ricomporre per ristabilire un ordine ad esso preesistente. 

A partire dal filone hard-boiled  la letteratura nordamericana sfornerà alcuni fra i più grandi capolavori del genere: romanzi neri accomunati dalla presa di coscienza di una realtà nella quale il confine tra legalità e illegalità è sfumato e la rabbia degli ultimi si scontra con la glaciale indifferenza degli “arrivati”. Sandro Ferri (editore e/o) osserva giustamente che in questo tipo di narrazioni non vi è nulla di consolatorio: il caos regna prima e dopo, indipendentemente dall’esito dell’inchiesta perché vi è la consapevolezza che la regola – e non già l’eccezione – del mondo è la violenza. Continua a leggere “Uno studio in nero”