Carte in tavola

Ci fu un attimo di silenzio. La signora Oliver disse:
– Un angelo è passato… ma non tenevo i piedi incrociati… deve essere l’angelo della morte!

1124488Shaitana è un raffinato collezionista le cui origini restano avvolte nel mistero: “Nessuno sapeva con esattezza se … fosse argentino, portoghese o greco, oppure di qualche altra nazionalità, doverosamente disprezzata dall’isolano britannico. Tuttavia tre fatti erano assolutamente certi:
Conduceva un’esistenza agiata e piena di magnificenze in uno stupendo appartamento di Park Lane.
Dava ricevimenti grandiosi… grandi piccoli, macabri, perbene (…)

Era un uomo di cui quasi tutti avevano un po’ paura”.

Nel suo museo privato figura tutto quanto vi sia di meglio in ogni singolo campo; e dal momento che in campo criminale il meglio è rappresentato da coloro che l’hanno fatta franca e “che trascorrono una vita serena e piacevole, non sfiorata dal minimo sospetto”, Shaitana decide di riunirne ben quattro esemplari intorno a un tavolo da bridge. Quattro assassini a piede libero, sfuggiti alla giustizia…
Pubblicato nel 1936, Carte in tavola è la dodicesima avventura di Hercule Poirot, la prima in tandem con la svagata e simpaticissima giallista Ariadne Oliver. Un “Christie d’annata”, atipico e godibilissimo… assolutamente da consigliare.

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Quel pomeriggio, Ariadne Oliver

era andata con Judith Butler, un’amica della quale era ospite, ad aiutare nei preparativi di una festa che avrebbe avuto luogo la sera stessa.
Quando le due signore arrivarono, la sala era un centro di attività frenetica. Donne efficienti e dinamiche andavano e venivano, spostando sedie, tavolini, vasi di fiori, e trasportando grandi quantità di zucche gialle che disponevano in punti strategici.
Quella era una festa dell’Hallowe’en riservata a ragazzi tra i dieci e i diciassette anni.
La signora Oliver si mise in disparte, si appoggiò a una parete e prese in mano una grossa zucca gialla, osservandola con aria pensosa.
“L’ultima volta che ne ho viste è stato l’anno scorso, negli Stati Uniti” disse, respingendo i capelli grigi dalla fronte sporgente. “Ce n’erano un’infinita, sparse in tutta la casa. Non me avevo mai viste tante. Per essere sincera” aggiunse “non so distinguere una Cucurbita pepo da una Cucurbita ovifera. Questa che cos’è?”
“Scusami, cara” disse la signora Butler, che l’aveva urtata, passando.
Ariadne Oliver si appiattì contro la parete.
“Colpa mia. Non faccio che starvi tra i piedi. Sai, era straordinario vedere in giro tante zucche verdi e gialle. Ce n’erano dovunque, nelle case e nei negozi, tutte scavate in modo da infilarvi dentro candele e lumini. Uno spettacolo molto suggestivo. Ma negli Stati Uniti non si celebrava la festa dell’Hallowe’en. No, era il Giorno del Ringraziamento. Io ho sempre associato le zucche con l’Hallowe’en che ricorre a fine ottobre. Il Giorno del Ringraziamento viene dopo, no? Non è in novembre, la terza settimana di novembre? Comunque, qui l’Hallowe’en ricorre sempre il 31 ottobre, vero? Prima viene l’Hallowe’en e poi… poi che cosa? Il Giorno dei Morti? A Parigi, lo si celebra andando nei cimiteri a mettere fiori sulle tombe. Ma non è una ricorrenza triste. Al cimitero, portano anche i bambini e loro si divertono. Prima si va ai mercati dei fiori e si comprano tanti splendidi fiori. Te l’assicuro, i fiori più belli li trovi in quei mercati di Parigi.

Agatha Christie, Poirot e la strage degli innocenti (1969)

Hallowe’en Party

halloween-partyLa gioventù di Woodleigh Common è in fermento: in occasione della ricorrenza dell’Hallowe’en le signore più dinamiche del villaggio hanno organizzato uno splendido ricevimento nella casa in cui risiede la bella e ricca vedova Rowena Drake. Tra zucche e manici di scopa, specchi magici e chicchi d’uva passita tutto sembra filare per il meglio e la festa si rivela un successo. Ma nella notte di Jack-o’lantern non si dormono sonni tranquilli, e lo spirito dell’astuto fabbro irlandese non tarda a reclamare il suo tributo di sangue: Joyce Reynolds, una ragazzina di soli tredici anni, viene trovata assassinata, affogata nel pesante secchio di zinco utilizzato per il “gioco delle mele”.
La chiave dell’enigma potrebbe risiedere nelle parole pronunciate dalla giovane vittima qualche ora prima dell’omicidio: “Una volta” aveva infatti annunciato Joyce nel bel mezzo dei preparativi della festa “ho visto commettere un assassinio”…

Poirot e la strage degli innocenti (titolo originale: Hallowe’en Party) è un bell’esempio di quello che si potrebbe definire “artigianato di genio”: un perfetto puzzle a incastro ricco di atmosfera, sottotrame e colpi di scena.
Protagonista del romanzo, oltre a un Hercule Poirot in forma smagliante, è un’esuberante scrittrice di gialli, Ariadne Oliver, che può essere considerata a pieno titolo un alter ego dell’autrice: entrambe amano le mele, detestano i discorsi in pubblico e hanno dato vita a un ingombrante investigatore straniero con il quale faticano terribilmente a convivere!

Zoe Wanamaker interpreta Ariadne Oliver nella serie tv britannica Agatha Christie’s Poirot

Il personaggio della signora Oliver, presentato per la prima volta ne Il caso del militare scontento (racconto incluso nella raccolta Parker Pyne indaga, del 1934), comparirà successivamente nei romanzi: Carte in tavola (1936), Fermate il boia (1952), La sagra del delitto (1956), Un cavallo per la strega (1961), Sono un’assassina? (1966) e Gli elefanti hanno buona memoria (1972).

Poirot e la strage degli innocenti, pubblicato nel 1969, costituisce pertanto la penultima, scoppiettante avventura di questo delizioso – e fortunatissimo – character.

Eccone la prima descrizione:

Parker Pyne lasciò il suo ufficio e salì due rampe di scale. Qui, in una stanza proprio in cima alla casa, stava la signora Oliver, famosa scrittrice di romanzi d’avventura, ormai entrata in pianta stabile a far parte dei collaboratori del signor Pyne. Parker Pyne bussò delicatamente alla porta ed entrò. La signora Oliver era seduta davanti a un tavolo sul quale si trovavano una macchina da scrivere, parecchi blocchi di appunti, una certa confusione di fogli scritti sparsi qua e là, nonché un grosso sacchetto di mele. “Un’ottima storia, signora Oliver” disse Parker Pyne con aria compiaciuta.

Agatha Christie, Il caso del militare scontento, in Parker Pyne indaga, Arnoldo Mondadori Editore, 1982.