Black Coffee

Avevo scritto anch’io una commedia gialla, non ricordo quando, ma alla Hughes Massie (Ltd, agenzia letteraria, n.d.R.) non l’avevano molto apprezzata, anzi, mi avevano proposto di dimenticarmene e io non avevo più insistito.

L’avevo intitolata Black Coffee (Caffé Nero, n.d.R.) ed era una storia di spionaggio piuttosto convenzionale, che a me personalmente non sembrava affatto male. A un certo momento, tuttavia, riuscì anche lei a trovare la sua strada.

(Agatha Christie, An Autobiography, 1977)

Insoddisfatta dell’adattamento teatrale de L’assassinio di Roger Ackroyd (Alibi, di Michael Morton), Agatha Christie decise, come spesso le capitava, di affrontare la questione “di petto” e scrisse lei stessa una sceneggiatura originale. Completata nell’estate del 1929, la commedia debuttò l’anno seguente all’Embassy Theatre di Swiss Cottage.

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Neppure David Suchet, il mitico Poirot televisivo, ha saputo resistere al fascino di questa commedia!

Il ruolo di Poirot venne affidato a Francis L. Sullivan, attore le cui caratteristiche fisiche erano quasi del tutto incompatibili con quelle (assai peculiari, bisogna ammetterlo!) del piccolo belga. La stessa Christie scriverà nella sua autobiografia: E’ abbastanza strano che gli interpreti di Poirot siano sempre stati degli uomini dalle dimensioni ragguardevoli. Charles Laughton (Poirot in Alibi, n.d.R.) aveva una ciccia straripante e Francis Sullivan era altissimo e ben piazzato…

Vista l’accoglienza favorevole, lo spettacolo venne trasferito al prestigioso St. Martin’s Theatre, nel West End, per alcuni mesi. Nel 1931 Leslie Hiscott ne fece addirittura un film (con Austin Trevor nei panni di Poirot: Trevor aveva già prestato il volto all’eccentrico detective nella versione cinematografica di Alibi, sempre nel 1931).

Nel 1956 lo scrittore, critico teatrale e musicale, giornalista e poeta australiano Charles Osborne si trovò a recitare la parte del dottor Carelli in un allestimento estivo a Tunbridge Wells. Quasi quarant’anni dopo, nel ricordo di quell’esperienza, Osborne propose alla Agatha Christie Limited di regalare al mondo un nuovo novel crime  targato Agatha Christie trasformando la fortunata pièce  in un romanzo. Il risultato è un fantastico vintage Christie che fa rivivere le situazioni e le atmosfere care alla Regina del Giallo e ne richiama perfettamente lo stile.

Un romanzo che, per dirla con le parole di Mathew Prichard (figlio di Rosalind Hicks e unico nipote della scrittrice), nonna “Agatha sarebbe orgogliosa di aver scritto”.

Di Charles Osborne vi consigliamo altresì The Life and Crimes of Agatha Christie, pubblicato nel 2012.
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