Dieci sfumature di giallo

Newton Compton Editori
I Mammut n. 36

L’intreccio del racconto, la trama avvincente, i colpi di scena che si susseguono, la suspense che avvince il lettore fino all’ultima pagina: sono questi gli ingredienti di un buon giallo, e ben pochi scrittori hanno saputo padroneggiarli con la stessa abilità e sapienza di Edgar Wallace. Questo volume raccoglie la produzione migliore del grande autore inglese: dieci casi appassionanti, dieci crimini intricati, dieci matasse da sbrogliare in cui Wallace, con inventiva sempre nuova, costruisce altrettante situazioni criminose diversissime. Una sfida sempre nuova per il lettore, che potrà affinare e misurare il proprio acume investigativo, potrà nutrire e saziare il proprio desiderio del brivido nelle pagine dello scrittore che più di ogni altro ha fatto del poliziesco un genere ormai classico.

I racconti:

 
  • L’enigma della candela ritorta (The Clue of the Twisted Candle, 1918)
  • La valle degli spiriti (The Valley of Ghosts, 1922)
  • Il Cerchio Scarlatto (The Crimson Circle, 1922)
  • L’enigma dello spillo (The Clue of the New Pin, 1923)
  • Il mistero delle Tre Querce (The Three Oak Mystery, 1924)
  • La porta dalle sette chiavi (The Door with Seven Locks, 1926)
  • Lo smeraldo maledetto (The Square Emerald, 1926)
  • La porta del traditore (The Traitor’s Gate, 1927)
  • L’orma gigante (Big-Foot, 1927)
  • Il laccio rosso (The Frightened Lady, 1932)

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– Siete bella, siete giovane.

Mi sopravviverete, con ogni probabilità, per molti anni – disse Maurice Tarn con aria prudente.  – Inoltre non porrei riserve a un ulteriore eventuale matrimonio. Se lo facessi sarebbe puro egoismo, e io non sono egoista. Quando morirò entrerete in possesso di notevoli proprietà, e vita natural durante godrete di tutte le mie ricchezze. E’ comprensibile che non abbiate mai pensato a me come a un possibile marito, ma non è insolito che un tutore sposi la propria pupilla e la differenza d’età non mi pare un ostacolo insuperabile.

Parlava come se stesse recitando un discorso accuratamente preparato, ed Elsa Marlowe lo ascoltava sbalordita. Elgin Crescent sarebbe rimasta meno scossa se fosse finita all’improvviso alla periferia di Bagdad o se la vecchia credenza di fosse, motu proprio, messa a gambe in su. Ma Elgin Crescent era ancora a Bayswater, e nessun ballo di mobili aveva turbato la tetra sala da pranzo nella villetta di Maurice Tarn; e c’era anche Maurice Tarn in persona, seduto all’altro capo del tavolo della colazione, un uomo di cinquantasei anni, sciatto, dalla barba non rasata, con le mani tremanti che si portava ai baffi grigi e ispidi con un gesto automatico, un eloquente ricordo della sbronza della notte precedente (quando aveva guardato, quella mattina, sul tavolo nello studio c’erano tre bottiglie vuote).

Quello stesso uomo le stava facendo una proposta di matrimonio.

Edgar Wallace, Il volto del terrore (1924)