Il mondo non mi deve nulla

In uno dei film più noti e celebrati di Wim Wenders, un aborigeno fugge l’apocalisse nucleare a bordo di un furgone e non smette mai, ma proprio mai, di cantare. Canta la terra,

ossia il testo sacro degli aborigeni, perché loro credono che solo cantando la terra, un pezzo ciascuno, continuamente, la potranno salvare. Ed è un po’ quello che facciamo noi: cantare pezzi della nostra terra, che sono storie, libri, suoni, immagini, pensando che se ci chiudiamo in un teatro e cominciamo a narrare, nessuno ce la porterà via.

Alessandro Baricco: Totem. Letture, suoni, lezioni (1998)

Sono passati alcuni anni dal mio ultimo viaggio sul furgone di Totem – bellissimo spettacolo teatrale di Alessandro Baricco e Gabriele Vacis che teatro non è “anche se un po’ ci assomiglia” – e tuttavia, come si sa, le esperienze più significative della nostra vita hanno il vizio di tornare in superficie nei momenti meno opportuni.

Quel che è accaduto, volendo stare ai fatti, è che la lettura del nuovo lavoro di Massimo Carlotto (Il mondo non mi deve nulla, Edizioni E/O) mi ha riportato subito alla mente la storia di Cyrano de Bergerac e il magistrale, ipnotico racconto che Alessandro Baricco ne ha fatto in Totem. Un passaggio di quel racconto spiega infatti come l’irrompere della guerra e della morte serva molto, in letteratura, a far girare la vite, a spingere i personaggi “verso il momento in cui non possono che tirar fuori la verità”. Il dolore e la morte, insomma, spremono le coscienze e – mi si conceda l’espressione un poco abusata – mettono con le spalle al muro. Continua a leggere “Il mondo non mi deve nulla”

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Un epitaffio

Astronomo, filosofo eccellente.
Musico, spadaccino, rimatore,
Del ciel viaggiatore
Gran maestro di tic-tac.
Amante – non per sé – molto eloquente
Qui riposa Cyrano
Ercole Saviniano
Signor di Bergerac,
Che in vita sua fu tutto, e non fu niente

Edmond Rostand: Cyrano de Bergerac (V, vii)

* * *

“… perché tutti noi abbiamo sempre la sera in cui ci immaginiamo la nostra epigrafe, ma bisogna anche saperla scrivere così!”

(Alessandro Baricco, Totem)