Gialli d’estate

Editore: Einaudi

Una ragazza che sparisce dopo un falò. Una cena all’aperto che potrebbe rivelarsi fatale. Un ladro che firma il proprio colpo con un Sette di cuori. Un uomo ucciso con un coltello per l’arrosto durante il picnic del 4 luglio. E attorno a un nido di vespe l’indagine perfetta, quella che non ha bisogno di spargimento di sangue per arrivare a una soluzione.

Undici maestri del mistero portano alla luce del sole ciò che di solito rimane avvolto nell’ombra.

Undici racconti per un’estate che si tinge di giallo.

*

  • Agatha Christie, Nido di vespe
  • Arthur Conan Doyle, L’avventura della scatola di cartone
  • Ellery Queen, L’avventura dell’angelo caduto
  • Marcello Fois, Dove?
  • Jacques Futrelle, Il problema della rosa rossa
  • Émile Gaboriau, Il vecchietto delle Batignolles
  • Maurice Leblanc, Il Sette di cuori
  • Catherine Louisa Pirkis, Il fantasma di Fountain Lane
  • Edgar Allan Poe, Il mistero di Marie Rogêt
  • Rex Stout, Il picnic del 4 luglio
  • Fred Vargas, Salute e libertà.
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Lo strangolamento di Archibald Dudley Abernethy

fu la prima scena della tragedia in nove atti che ebbe come ribalta New York e alla quale la città reagì inconsideratamente.
D’un tratto più di sette milioni e mezzo di persone sembrarono aver perduto la testa. Il centro del fenomeno fu Manhattan, quel Gotham che, come ebbe a indicare il “New York Times” nel momento peggiore della crisi, era stato ispirato da un leggendario villaggio inglese i cui abitanti erano noti per la loro stranezza, Non fu un’allusione troppo felice, perché non c’era nulla di comico nella realtà. L’ondata di panico causò più lutti del Gatto stesso…

Ellery Queen: Il gatto dalle molte code (1949)

La signorina Diversey

fuggì dallo studio del professor Kirk inseguita da una serie di ringhianti e roventi brontolii più adatti a un orco. Rimase immobile nel corridoio accanto alla porta del vecchio filologo, con le guance di un rosso bruciante e una mano premuta sul davanti inamidato della divisa. Udiva l’iroso settuagenario aggirarsi furente per lo studio sulla sua sedia a rotelle come una tartaruga delle Galapagos, invocando sul suo capo sormontato dalla bianca cuffietta anatemi borbottati in una fantastica mescolanza di aramaico, greco classico, francese e inglese.

“Quel vecchio fossile” pensò fieramente la signorina Diversey.

Ellery Queen, Il delitto alla rovescia (1934)

Apocrifi d’autore

Il personaggio di Sherlock Holmes, si sa, vanta innumerevoli – e talvolta disastrosi – tentativi di imitazione (sfogliate SherlockMagazine e date un’occhiata alla bibliografia dei soli apocrifi pubblicati in Italia!).

a study in terror pb covs

Quando l’apocrifo è d’autore, tuttavia, capita di imbattersi in vere e proprie pietre miliari della letteratura poliziesca: è il caso di Uno studio in nero (titolo originale A Study in Terror, 1966), romanzo che unisce il mito holmesiano al genio raffinatissimo di Ellery Queen.

Tutto ha inizio quando il celebre scrittore-detective riceve un anonimo pacchetto contenente un manoscritto ingiallito redatto da un certo dottor John H. Watson. Ellery è assillato da un contratto editoriale che lo obbliga a consegnare il suo nuovo romanzo il più in fretta possibile, ma la curiosità è più forte degli impegni lavorativi e, facendo i salti mortali, riesce a dedicare un po’ di tempo al manoscritto. Anche perché la storia che racconta rappresenta il sogno di ogni appassionato di mystery: ovvero le peripezie a cui va incontro l’immenso Holmes nel tentativo di dare un nome e un volto a Jack lo Squartatore! 

(dalla quarta di copertina Oscar Mondadori – Narrativa, 1987)

Spetterà proprio a Ellery concludere l’indagine iniziata dal suo illustre predecessore e smascherare una volta per tutte il criminale più famoso della storia.

Pubblicato nel 1966 e ammiccante sin dal titolo al capolavoro di Conan Doyle Uno studio in rosso (A Study in Scarlet – 1887), questo romanzo è un piccolo gioiello imperdibile per tutti gli appassionati del poliziesco d’autore, un raro e affascinante esempio della narrativa storica di Ellery Queen. 

Altro bellissimo apocrifo d’autore è senza alcun dubbio Sherlock Holmes contro Dracula (1978), di John H. Watson (oh sì, proprio lui!) e “a cura di” Loren D. Estleman. Nel 1980 Londra era la città più grande del mondo, ma non grande abbastanza per l’epico scontro tra i due personaggi più popolari della letteratura mondiale:

il principe dei detective e il Signore delle tenebre! 

Una curiosità:

il romanzo è dedicato “con gratitudine a Sir Arthur Conan Doyle, creatore delle storie di Sherlock Holmes, e a Bram Stoker, autore di Dracula, le cui menti fertili hanno dato vita ai due personaggi più longevi della narrativa mondiale“.