La trilogia di Fabio Montale

di Jean-Claude Izzo

In un breve saggio contenuto nella raccolta edita in Italia con il titolo Aglio, menta e basilico – Marsiglia, il noir e il Mediterraneo (Edizioni e/o), Jean-Claude Izzo lo mette nero su bianco: “Non penso di essere uno scrittore che desta unanimi consensi. (…) Non faccio concessioni, né nel merito né nella forma”.

L’affermazione è a prova di smentita.

L’opera del noirista francese, che si caratterizza per una potente prosa lirica mai disgiunta dall’impegno politico, ha lasciato il segno nel panorama della letteratura poliziesca proprio in virtù dell’estrema limpidezza tematica e stilistica. Izzo ha vissuto e scritto in simbiosi con i suoi ideali, e il trittico di romanzi in commento – la cosiddetta “trilogia marsigliese” – ne dà piena testimonianza.

La prosa è agile, ritmata, priva di abbellimenti. Come ricorda Nadia Dhoukar nella sua introduzione, l’autore ha mosso i primi passi come poeta: ciò conferisce alla sua scrittura una particolare concisione evocativa e un’enfasi quasi lirica; gli enunciati brevi, talvolta brevissimi, abbozzano più che descrivere e – forse per tale ragione – finiscono col restituire immagini sorprendentemente nitide. La penna di Izzo scolpisce, riduce all’osso. Il risultato è un mix sapiente di toni aspri e amabili, un linguaggio puro e al tempo stesso ricercato che non rinuncia alla delicatezza anche nella rappresentazione dei crimini più feroci: Izzo, insomma, mette in scena la violenza con una sensibilità che costituisce un unicum  nell’universo noir. Continua a leggere “La trilogia di Fabio Montale”

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