Ainhoa

Elizasu fu la seconda vittima del Basajaun, benché la stampa non lo chiamasse ancora così.

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Ma lo fece di lì a poco, quando si venne a sapere che intorno ai cadaveri di trovavano peli di animale, resti di pelle e tracce non precisamente umane, in una specie di cerimonia funebre di purificazione. Una forza maligna, tellurica e ancestrale sembrava aver segnato i corpi delle vittime, poco più che bambine, con i vestiti strappati, il pelo pubico rasato e le mani sistemate in posa virginale.

Dolores Redondo, Il guardiano invisibile (Feltrinelli FoxCrime, 2013)

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