Essere Jack Nicholson

Oggi compie 76 anni uno degli attori preferiti di Uno Studio In Giallo: il grande – si potrebbe perfino dire immenso, mitico – Jack Nicholson (New York, 22 aprile 1937). Attore talentuosissimo e versatile, Nicholson ci ha regalato alcune fra le più memorabili – e “maledette” – interpretazioni cinematografiche di tutti i tempi. Dagli esordi “black” – The Cry Baby Killer (1958), La piccola bottega degli orrori (1960) – al successo internazionale con Easy Rider (1969) e Chinatown (splendido noir “hard-boiled” del 1974 diretto da Roman Polanski: se non lo avete visto affrettatevi a rimediare, s.v.p.!), da ruoli divenuti ormai “cult” irrinunciabili – l’indimenticabile R.P. McMurphy nel capolavoro di Milos Forman Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975), lo scrittore che dà via di matto in Shining (Stanley Kubrick incontra Stephen King, e scusate se è poco: il film horror più bello della storia del cinema), il girovago assassino Frank ne Il postino suona sempre due volte (1981, dall’omonimo romanzo del 1934 di James M. Cain)… e che dire del pirotecnico Joker cavato fuori dal cilindro di Tim Burton? – alla ritrovata (mai perduta?) giovinezza artistica (ricordate il malavitoso pazzo e luciferino di The Departed – Il bene e il male?), un percorso netto verso gli allori dell’Olimpo cinematografico.

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“Non ho bisogno di scrivere le mie memorie … i miei film sono una lunga autobiografia”