La bella di Buenos Aires, di Manuel Vázquez Montalbán

Copertina-de-La-bella-di-Buenos-Aires-Feltrinelli-2012Un ragazza bonaerense bellissima, destinata a diventare l’Emmanuelle argentina, fugge in Spagna inseguita dai militari. Anni dopo, il cadavere di una barbona assassinata viene ritrovato a Barcellona. Carvalho insieme con Biscuter, ormai diventato suo socio, dovrà chiarire una serie di misteri che coinvolgono dal giudice Garzon, all’ispettore-semiologo Lifante, a tutta una serie di emarginati e a un nucleo di alleanze segrete tra diversi Stati. La Barcellona crepuscolare del Barrio Chino sta ormai diventando la città del design mentre, un po’ dappertutto, nuovi cadaveri spuntano come funghi avvelenati. E, sempre presente, il tango. Carvalho riassume, tra un libro bruciato nel caminetto e una nuova ricetta di cucina, avendo ormai scoperto l’intera trama del Male: “Chi è l’assassino? La Storia, la guerra sporca. Il passato. Il passato è il luogo dove si trovano le cause, vale a dire, i colpevoli. Vogliono un mondo senza colpevoli e quando questo diventa impossibile, quando il passato risuscita la colpa, i colpevoli uccidono di nuovo, ridiventano quello che erano sempre stati. Assassini”.

A dieci anni dalla scomparsa dell’autore, una nuova avventura di Pepe Carvalho. Oggi in libreria.

Ucciderò Sherlock Holmes

E non se ne vogliono andare!lamentava un bel film di Giorgio Capitani del 1988. 

Ha ragione Carlo Lucarelli quando afferma che “la vera vita del personaggio non è come la pensi tu nella tua testa: è come il personaggio vive dentro le parole, dentro la storia”? Dobbiamo credere che nel processo creativo giunga sempre il momento in cui anche il personaggio più malleabile “prende un’altra piega, decide lui quel che farà”? “Arrivi in fondo e ti sei fatto raccontare la storia dal tuo personaggio”, ammette Lucarelli in un’intervista pubblicata sul portale Rai Educational Scrittori per un anno.

Ma è davvero così? Che rapporto intercorre fra un autore e i suoi personaggi? Chi scrive è un dio onnipotente o si perde nell’illusione – del tutto legittima ma anche del tutto errata – di poter comandare le sorti dei propri “figli di carta”?  Continua a leggere “Ucciderò Sherlock Holmes”