Ciao, Norma Jeane

Agosto 1945. Norma Jeane Dougherty posa per la rivista “Yank” mentre lavora in una fabbrica di aeroplani: per queste immagini verrà eletta Miss Lanciafiamme.

Nata Norma Jeane Mortenson il 1° giugno del 1926, battezzata Norma Jeane Baker in onore di Norma Talmadge e – con una “e” di troppo – di Jean Harlow, diverrà in seguito Norma Jeane Dougherty (in virtù del breve matrimonio con il vicino di casa James Dougherty), Miss Lanciafiamme, Jeane Monroe, Marilyn Miller, Miss California Artichoke Queen, Mmmmmm Girl, Faye Miller (per potersi ricoverare indisturbata alla Payne Whitney Psychiatric Clinic di New York). Ma passerà alla storia, e da questa alla leggenda, con un altro, dolcissimo, nome: Marilyn Monroe.

E’ una delle nostre attrici preferite e vogliamo ricordarla senza retorica e con grande affetto nell’anniversario della sua morte (avvenuta il 5 agosto del 1962 a Brentwood, Los Angeles). Del resto, dopo una serie di piccoli ruoli perlopiù non accreditati, la carriera di attrice di Marilyn Monroe iniziò a decollare proprio con un film noir: il bellissimo Giungla d’asfalto (The Asfalt Jungle, 1950) di John Huston.

In una scena del film Giungla d’asfalto.

Ritroverà poi il grande regista sul set de Gli spostati (The Misfits, 1961), il suo canto del cigno. 

L’ultima fatica cinematografica della Monroe (Something’s Got to Give, di George Cukor), infatti, resterà incompiuta: a causa delle frequenti e prolungate assenze, Marilyn venne licenziata e la 20th Century Fox intentò una causa da mezzo milione di dollari.

Su di lei si è detto – e scritto – tutto e il contrario di tutto: le circostanze della sua morte, in particolare (un’overdose di barbiturici che potrebbe nascondere un omicidio anche se con “alta probabilità” racconta invece una storia diversa, quella del suicidio), sono state oggetto di ogni possibile speculazione.

La verità è che Norma Jeane è più viva che mai, nel nostro immaginario: un’icona fuori dal tempo destinata a sopravvivere a se stessa e alle proprie tragedie.

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