Tre stanze per un delitto

di Sophie Hannah

coverEditore italiano: Mondadori

Hercule Poirot è tornato. A trentanove anni esatti dalla sua ultima, fatale indagine – Agatha Christie diede alle stampe Curtain. Poirot’s Last Case nel settembre del 1975 – il detective più amato nella storia della letteratura e le sue formidabili cellule grigie si rimettono all’opera fra gli stucchi e le finiture di pregio dell’Hotel Bloxham, nel cuore di Londra. Si tratta, conviene precisarlo subito, di una “resurrezione” squisitamente letteraria: le vicende del romanzo in commento vedono infatti protagonista un Poirot nel fiore degli anni e si svolgono alla fine degli anni Venti del secolo scorso, collocandosi temporalmente fra Il mistero del Treno Azzurro (1928) e Il pericolo senza nome (1932). Una rentrée fortemente voluta dagli eredi della Regina del Giallo e affidata alla penna esperta di Sophie Hannah, signora del thriller psicologico che ha studiato a fondo l’opera agathiana e non ha mai fatto mistero di considerarla alla stregua di un “testo sacro”. Quel che è certo è che, nel raccogliere un testimone a dir poco scottante, la scrittrice britannica maneggia con cura amorevole la creatura della sua beniamina, ponendola al centro di un enigma di grande fascino che non avrebbe sfigurato in quella che Dame Agatha amava definire “la mia fabbrica di salsicce”.

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Hercule Poirot è tornato!

imagesSEULBAAUTre stanze per un delitto, di Sophie Hannah

Editore italiano: Mondadori

Dopo l’ennesimo caso risolto, Hercule Poirot ha finalmente deciso di prendersi una vacanza. E visto che viaggiare è molto stancante, quale migliore destinazione di Londra stessa? Così, senza dire nulla a nessuno, ha affittato una camera in una pensione cittadina, deciso a godersi il meritato riposo, al riparo dagli assalti di chi cerca il parere del detective più famoso del mondo. Ma se, per una volta, Poirot non insegue il mistero, è il mistero a inseguire lui.

Una sera, mentre è seduto a un tavolo di un piccolo locale, intento a gustare un delizioso caffè, irrompe una donna, sconvolta. Poirot le si avvicina, presentandosi come un poliziotto in pensione. La donna sembra spaventarsi ancora di più e gli chiede di assicurarle che non è più in servizio. Quando Poirot glielo conferma, lei gli confessa che sta per essere commesso un omicidio. La vittima è lei, e merita di essere uccisa. Per questo lui deve prometterle che non farà nulla per salvarla e non cercherà, successivamente, di trovare il colpevole. A quel punto la donna corre fuori dal locale e sparisce nella notte. Quanto c’è di vero in quel racconto? E i tre omicidi commessi a Londra quella stessa sera sono collegati alle parole della donna?

*

A trentanove anni dalla sua ultima apparizione letteraria, Hercule Poirot, il detective più famoso e amato del mondo, ritorna per risolvere tre delitti apparentemente inspiegabili. Per la prima volta gli eredi di Agatha Christie hanno autorizzato che il personaggio inventato dalla scrittrice britannica nel 1920 faccia la sua ricomparsa, interpretato dalla penna di una nuova autrice. E la scrittrice chiamata a questo compito è Sophie Hannah, maestra inglese del thriller psicologico, i cui romanzi hanno venduto, nel solo Regno Unito, centinaia di migliaia di copie, vincendo numerosi premi e venendo tradotti in più di venti paesi.

In libreria

Cronaca di una morte annunciata

coverSantiago Nasar morirà.

I gemelli Vicario hanno già affilato i loro coltelli nel negozio di Faustino Santos. A Manaure, “villaggio bruciato dal sale dei Caraibi”, lo sanno tutti: presto i fratelli della bella quanto svanita Ángela vendicheranno l’onore di quella verginità rubatale in modo misterioso dall’aitante Santiago, ricco rampollo della locale colonia araba.

Tutti lo sanno, ma nessuno fa alcunché per impedirlo…

E così la morte annunciata lo sorprende nel fulgore di una splendida mattinata tropicale. Ma non per agguato o per trappola: un destino bizzarro e crudele fa sì che la fine di Santiago si compia per un concorso di fatalità ed equivoci, mentre gli stessi assassini fanno di tutto perché qualcuno impedisca loro l’esecuzione.

*

“… proverò almeno a cominciare dall’inizio”, scrive Agatha Christie nell’introduzione alla sua deliziosa autobiografia.

Proverò a farlo anch’io, con passo tranquillo e la consapevolezza che alcuni autori – e Gabriel José de la Concordia García Márquez, detto Gabo, è certamente fra questi – predispongono naturalmente alla meravigliae sfidano con caparbia, disarmante eleganza ogni tentativo di razionalizzazione. Continua a leggere “Cronaca di una morte annunciata”

Ma poiché ascoltò soltanto

il rumore della pioggerella, credette che era stato un incubo e tornò a sentire il dolore.

Aveva un po’ di febbre. Nello specchio si accorse che la gota gli si stava gonfiando. Aprì una scatoletta di vaselina al mentolo e se la unse sulla parte dolorante, tesa e con la barba lunga. D’un tratto percepì, attraverso la pioggia, un rumore di voci lontane. Uscì sul balcone. Gli abitanti della strada, alcuni in veste da notte, correvano verso la piazza. Un ragazzo girò la testa verso di lui, alzò le braccia e gli gridò senza fermarsi:

“César Montero ha ucciso Pastor.”

Gabriel García Márquez, La mala ora (1962)

Il giorno che l’avrebbero ucciso,

Santiago Nasar si alzò alle 5,30 del mattino per andare ad aspettare il battello con cui arrivava il vescovo. Aveva sognato di attraversare un bosco di higuerones sotto una pioggerella tenera, e per un istante fu felice dentro il sogno, ma nel ridestarsi si sentì inzaccherato da capo a piedi di cacca d’uccelli. «Sognava sempre alberi, – mi disse Plácida Linero, sua madre, 27 anni dopo, nel rievocare i particolari di quel lunedì ingrato. – La settimana prima aveva sognato di trovarsi da solo su un aereo di carta stagnola che volava in mezzo ai mandorli senza mai trovare ostacoli», mi disse. Plácida Linero godeva di una ben meritata fama di sicura interprete dei sogni altrui, a patto che glieli raccontassero a digiuno, ma non aveva riscontrato il minimo segno di malaugurio in quei due sogni di suo figlio, né negli altri sogni con alberi che lui le aveva riferito nei giorni che precedettero la sua morte.

Gabriel García Márquez, Cronaca di una morte annunciata (1981)

Una verità delicata

di John Le Carré

Editore italiano: Mondadori

Un’operazione antiterrorismo, nome in codice Wildlife, viene messa in atto nella più preziosa colonia britannica, Gibilterra. L’obiettivo è catturare e sequestrare un potente trafficante d’armi islamico. Gli ideatori sono un ambizioso ministro degli Esteri del Regno Unito e un contractor della Difesa che è anche suo amico. L’operazione è talmente segreta che neppure Toby Bell, il segretario personale del ministro, ne è al corrente. Sospettando un complotto dagli esiti disastrosi, Toby fa il possibile per bloccarlo, ma viene prontamente trasferito all’estero per un altro incarico. Tre anni dopo, convocato nel suo fatiscente castello in Cornovaglia da Sir Christopher Probyn, un diplomatico in pensione, e tenuto sotto l’occhio vigile di sua figlia Emily, Toby dovrà scegliere tra ciò che gli detta la sua coscienza e gli obblighi nei confronti delle istituzioni per le quali lavora. Se l’unica condizione necessaria perché il male trionfi è che le persone oneste non facciano nulla, come si può rimanere in silenzio?

Da oggi in libreria

Lo strangolamento di Archibald Dudley Abernethy

fu la prima scena della tragedia in nove atti che ebbe come ribalta New York e alla quale la città reagì inconsideratamente.
D’un tratto più di sette milioni e mezzo di persone sembrarono aver perduto la testa. Il centro del fenomeno fu Manhattan, quel Gotham che, come ebbe a indicare il “New York Times” nel momento peggiore della crisi, era stato ispirato da un leggendario villaggio inglese i cui abitanti erano noti per la loro stranezza, Non fu un’allusione troppo felice, perché non c’era nulla di comico nella realtà. L’ondata di panico causò più lutti del Gatto stesso…

Ellery Queen: Il gatto dalle molte code (1949)

Professor Langdon,

tre ore fa lei è entrato barcollando al pronto soccorso. Perdeva sangue da una ferita alla testa ed è svenuto. Nessuno aveva la minima idea di chi fosse né di come fosse arrivato qui. Farfugliava in inglese, per cui il dottor Marconi mi ha chiesto di aiutarlo. Io sto trascorrendo un periodo sabbatico qui in Italia, ma sono originaria del Regno Unito”.

Langdon aveva la sensazione di essersi svegliato all’interno di un quadro di Max Ernst.

“Cosa diavolo ci faccio in Italia?”

Dan Brown, Inferno (2013)

Alta tensione

di Harlan Coben

Editore: Mondadori – Omnibus 2013 Quando Suzze Trevantino, un’ex stella del tennis, e suo marito Lex Ryder, membro del duo rock HorsePower, ricevono un post anonimo su Facebook che mette in dubbio la paternità del loro bambino non ancora nato, Lex scompare nel nulla. Suzze, incinta di otto mesi, si rivolge immediatamente a Myron Bolitar supplicandolo di rintracciare il marito. Ma quando Myron trova Lex in un equivoco club di New York ha una grande sorpresa, perché lì si imbatte anche in qualcuno che non si aspettava certo di rivedere: Kitty, la moglie di suo fratello Brad, il quale ha fatto perdere le proprie tracce sedici anni prima, lasciando in eredità a Myron una ferita mai rimarginata. La ricomparsa di Kitty, promessa mancata del tennis, già amica e poi rivale di Suzze, non può essere un caso.
La vicenda a questo punto si complica e l’indagine si sdoppia, ma tutti i sospetti sembrano convergere su Gabriel Wire, cantante e leader carismatico degli HorsePower, che si nega da anni ai propri fan e il cui unico legame con il mondo è il tormentato Lex.
Deciso a ritrovare a ogni costo il fratello e a fare luce sul misterioso Wire, Bolitar, con l’aiuto del suo socio, l’aristocratico e libertino Win, si inoltra in un’intricata rete di rapporti personali e inconfessabili segreti, con incursioni temerarie in una New York ora notturna e altolocata, ora periferica e losca. Ed è fatalmente costretto a fare i conti con il suo passato, pieno di contrasti, menzogne e tenerezze, mentre l’amatissimo padre è sospeso tra la vita e la morte.

In libreria dal 2 luglio 2013. Consigliato.

Le povere signore Gallardo


Editore: Mondadori

Quale mistero avvolge la morte dell’aviatore Geo Chávez, precipitato dopo un volo sulle Alpi piemontesi nel settembre del 1910? E che rapporto ha con il brutale assassinio di Caterina e di Ines Gallardo, madre e figlia, quasi sessant’anni più tardi? E che c’entrano le lotte partigiane e l’amore che unisce Ines al giovane Lodovico Dossi Bastimenti, scomparso all’improvviso nel 1950 all’indomani del loro matrimonio? E in che modo il libraio Andrea Serravalle inciampa pericolosamente in tutti questi enigmi in una torrida giornata di agosto del 2011?
L’unico che può rispondere a tante domande è Ferruccio Falsopepe, commissario pugliese trapiantato a Genova. Davanti a lui una trama di delitti e misteri lunga un secolo, un’indagine che affonda le sue radici in tutto il Novecento, tra eroi, nazisti, partigiani, traditori, nobili, cospiratori, alto clero, banchieri e società segrete. Fino alla scomparsa di Giorgina, ventenne, ultima donna della dinastia Gallardo.
Così, mentre le tessere del puzzle cominciano a ricomporsi, chi legge fa la conoscenza di una galleria di personaggi indimenticabili. Caterina Gallardo, giovane aviatrice e partigiana, meravigliosa e straordinariamente seduttiva.
L’ambiguo e sfuggente conte Lionello Dossi Bastimenti. Il libraio Andrea Serravalle, titolare della libreria Maigret, archivio vivente di delitti insoluti. Il pm Silvia Conti, bella, coraggiosa, altera ed elegante. E soprattutto il commissario Falsopepe, burbero capo della Omicidi di Genova, che dietro la scorza rude nasconde un cervello finissimo e un grande cuore.
Mario Paternostro, alla seconda prova narrativa, costruisce con maestria un giallo dalla struttura sapiente, alternando la torrida e desolata estate genovese alle campagne piemontesi, mischiando suggestioni ed eventi di epoche diverse.
Le povere signore Gallardo è un noir sorprendente e incantevole, che cattura il lettore con le sue pagine appassionate e suadenti, ricche di tensione, atmosfera e fascino.

Oggi in libreria

Io sono l’Ombra.

Attraverso la città dolente, io fuggo.
Attraverso l’eterno dolore, io prendo il volo.
Lungo la riva dell’Arno, corro arrancando senza fiato… volto a sinistra, in via dei Castellani, e mi dirigo verso nord, rannicchiandomi nell’ombra degli Uffizi.
E loro continuano a inseguirmi.
Il suono dei passi alle mie spalle si fa sempre più forte, mi danno la caccia con determinazione implacabile.
Mi inseguono da anni, ormai. Un’ostinazione che mi ha costretto alla clandestinità, a vivere in purgatorio, a lavorare sottoterra come un mostro ctonio.

Io sono l’Ombra.

Dan Brown, Inferno (Mondadori, 2013)

La Morte arriva sul binario tre

alle otto e quattordici, con sette minuti di ritardo. Si confonde tra i pendolari, sballottolata da zaini e cartelle, da trolley e valigie che non sentono il suo alito freddo.
La Morte cammina incerta, difendendo se stessa dalla fretta altrui. Adesso è nella grande sala della stazione, tra urla di ragazzini e odore di cornetti scongelati. Si guarda attorno, si asciuga una lacrima sotto la lente sinistra con un gesto rapido, e il fazzoletto torna nel taschino della giacca.

Maurizio De Giovanni, Il metodo del coccodrillo (Mondadori)

Premio Scerbanenco 2012

Il container dondolava

gomorramentre la gru lo spostava sulla nave.

Come se stesse galleggiando nell’aria, lo sprider, il meccanismo che aggancia il container alla gru, non riusciva a domare il movimento.

I portelloni mal chiusi si aprirono di scatto e iniziarono a piovere decine di corpi.

Sembravano manichini.

Ma a terra le teste si spaccavano come fossero crani veri. Ed erano crani. Uscivano dal container uomini e donne. Anche qualche ragazzo. Morti.

Congelati, tutti raccolti, l’uno sull’altro. In fila, stipati come aringhe in scatola. Erano i cinesi che non muoiono mai. Gli eterni che si passano i documenti l’uno con l’altro.

Ecco dove erano finiti.

Roberto Saviano, Gomorra (Mondadori, 2006)

Il giro del mondo

cover (2)A cura di Mathew Prichard
Editore: Mondadori – Biografie e memoir

“Desideravo ardentemente vedere il mondo, e non credevo che sarebbe mai successo davvero. Girare il mondo fu una delle cose più straordinarie che mi siano mai capitate.”

 Agatha Christie

Nel gennaio del 1922 la Regina del Giallo partì per un viaggio attraverso tutto l’impero britannico, dal Sud Africa all’Australia, fino a Nuova Zelanda, Hawaii e Canada. Durante quei dieci mesi Dame Agatha scriveva settimanalmente alla madre e alla figlia, raccontando di quei mondi esotici, delle persone che incontrava, di sé. Questo volume raccoglie le lettere, le centinaia di fotografie che la Christie stessa scattò, le cartoline e i ritagli di giornale che conservò come ricordi.