Professor Langdon,

tre ore fa lei è entrato barcollando al pronto soccorso. Perdeva sangue da una ferita alla testa ed è svenuto. Nessuno aveva la minima idea di chi fosse né di come fosse arrivato qui. Farfugliava in inglese, per cui il dottor Marconi mi ha chiesto di aiutarlo. Io sto trascorrendo un periodo sabbatico qui in Italia, ma sono originaria del Regno Unito”.

Langdon aveva la sensazione di essersi svegliato all’interno di un quadro di Max Ernst.

“Cosa diavolo ci faccio in Italia?”

Dan Brown, Inferno (2013)

Annunci

Io sono l’Ombra.

Attraverso la città dolente, io fuggo.
Attraverso l’eterno dolore, io prendo il volo.
Lungo la riva dell’Arno, corro arrancando senza fiato… volto a sinistra, in via dei Castellani, e mi dirigo verso nord, rannicchiandomi nell’ombra degli Uffizi.
E loro continuano a inseguirmi.
Il suono dei passi alle mie spalle si fa sempre più forte, mi danno la caccia con determinazione implacabile.
Mi inseguono da anni, ormai. Un’ostinazione che mi ha costretto alla clandestinità, a vivere in purgatorio, a lavorare sottoterra come un mostro ctonio.

Io sono l’Ombra.

Dan Brown, Inferno (Mondadori, 2013)

Il codice da Vinci

Alcuni di voi storceranno il naso, lo so.

Il romanzo che sto per presentare ha sollevato un bel polverone, qualche tempo fa… polemiche accese (e in larga parte pretestuose) che hanno alimentato in molti il convincimento che l’opera in questione – bestseller internazionale che non ha mai avuto la pretesa di definirsi un saggio storico *** – sia in qualche misura una “truffa”, un tentativo malriuscito di vendere al grande pubblico un certo numero di tesi anti-cattoliche. Accantoniamo per un momento le diatribe storico-teologiche, tuttavia, e sforziamoci di vedere Il codice da Vinci (The Da Vinci Code, 2003) per quello che è: un thriller coi controfiocchi. Continua a leggere “Il codice da Vinci”