Nulla è più potente della lettura,

nessuno è più bugiardo di chi afferma che leggere un libro è un gesto passivo.  

Leggere, sentire, studiare, capire è l’unico modo di costruire vita oltre alla vita, vita a fianco della vita.  

Leggere è un atto pericoloso perché dà forma e dimensione alle parole, le incarna e le disperde in ogni direzione. 

Capovolge tutto, fa cadere dalle tasche del mondo monete e biglietti e polvere.

Roberto Saviano al Cortona Mix Festival 2013

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Educarsi alla felicità

(Genova abbraccia Roberto Saviano)

A una settimana di distanza torno sul “luogo del delitto” e lascio che i ricordi risalgano in superficie.

Sono passati sette giorni dal mio incontro con Roberto Saviano, e se non fosse per la dedica tracciata col pennarello nero, a tutta pagina, sul frontespizio del libro che sto leggendo, sarei portata a ritenerlo un sogno. Desideravo stringergli la mano e dirgli grazie per ciò che scrivi, per come lo scrivi. Lo desideravo da tanti anni e…

… l’ho fatto? E’ accaduto davvero? Continua a leggere “Educarsi alla felicità”

Il container dondolava

gomorramentre la gru lo spostava sulla nave.

Come se stesse galleggiando nell’aria, lo sprider, il meccanismo che aggancia il container alla gru, non riusciva a domare il movimento.

I portelloni mal chiusi si aprirono di scatto e iniziarono a piovere decine di corpi.

Sembravano manichini.

Ma a terra le teste si spaccavano come fossero crani veri. Ed erano crani. Uscivano dal container uomini e donne. Anche qualche ragazzo. Morti.

Congelati, tutti raccolti, l’uno sull’altro. In fila, stipati come aringhe in scatola. Erano i cinesi che non muoiono mai. Gli eterni che si passano i documenti l’uno con l’altro.

Ecco dove erano finiti.

Roberto Saviano, Gomorra (Mondadori, 2006)

Coca # 1

zerozerozeroLa coca la sta usando chi è seduto accanto a te ora in treno e l’ha presa per svegliarsi stamattina o l’autista al volante dell’autobus che ti porta a casa, perché vuole fare gli straordinari senza sentire i crampi alla cervicale.

Fa uso di coca chi ti è più vicino.

Se non è tuo padre o tua madre, se non è tuo fratello, allora è tuo figlio.

Se non è tuo figlio, è il tuo capoufficio.

O la sua segretaria che tira solo il sabato per divertirsi.

Se non è il tuo capo, è sua moglie che lo fa per lasciarsi andare.

Se non è sua moglie è la sua amante, a cui la regala lui al posto degli orecchini e meglio dei diamanti.

Roberto Saviano, Zero Zero Zero (Feltrinelli, 2013)

ZeroZeroZero

Sette anni dopo Gomorra. Viaggio nell’impero economico e nel sogno di dominio della camorra, il nuovo romanzo-verità di Roberto Saviano (Feltrinelli – I Narratori):

Un viaggio di 450 pagine nell’inferno della cocaina: non guarderete più il mondo con gli stessi occhi.

Scrivere di cocaina è come farne uso. Vuoi sempre più notizie, più informazioni, e quelle che trovi sono succulente, non ne puoi più fare a meno. Sei addicted. Anche quando sono riconducibili a uno schema generale che hai già capito, queste storie affascinano per i loro particolari. E ti si ficcano in testa, finché un’altra – incredibile, ma vera – prende il posto della precedente. Davanti vedi l’asticella dell’assuefazione che non fa che abbassarsi e preghi di non andare mai in crisi di astinenza. Per questo continuo a raccoglierne fino alla nausea, più di quanto sarebbe necessario, senza riuscire a fermarmi. Sono botte di adrenalina che mi sparo direttamente in vena. Fiammate che divampano accecanti. Assordanti pugni nello stomaco. Ma perché questo rumore lo sento solo io? Più scendo nei gironi imbiancati dalla coca, e più mi accorgo che la gente non sa. C’è un fiume che scorre sotto le grandi città, un fiume che nasce in Sudamerica, passa dall’Africa e si dirama ovunque. Uomini e donne passeggiano per via del Corso e per i boulevard parigini, si ritrovano a Times Square e camminano a testa bassa lungo i viali londinesi. Non sentono niente? Come fanno a sopportare tutto questo rumore?

Oggi in libreria