Morte in mare aperto

… e altre indagini del giovane Montalbano

Inutile girarci intorno: per chi ama la letteratura poliziesca di qualità l’uscita in libreria di un “nuovo Montalbano” non può non essere una festa.

L’anno appena archiviato, che segna il ventennale della prima indagine del commissario di Vigàta (“La forma dell’acqua”, 1994), ha portato con sé un paio di novità a dir poco golose: un romanzo, “La piramide di fango”, che affonda il dito nella piaga dell’abusivismo edilizio, e la deliziosa raccolta di racconti che mi accingo a commentare. Otto storie ognuna delle quali costituisce, a ben guardare, un romanzo in miniatura sorretto da una compiuta e impeccabile trama gialla.

Protagonista assoluto è un giovane Salvo Montalbano – coglie nel segno Salvatore Silvano Nigro nel definirlo, in quarta di copertina, “aspramente giovane”, “strabordante e pieno di slanci” – che macina inchieste con maigrettiana umanità e una fresca, tenace esuberanza che rappresenta la cifra più bella e significativa degli scritti in parola. Continua a leggere “Morte in mare aperto”

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Carnevale in giallo

AA.VV.

Editore: Sellerio

Tra rito di rigenerazione e desiderio di trasgressione Carnevale è la festa che ogni anno sconvolge l’ordine delle cose, scompagina la gerarchia sociale, sospende ogni regola. Niente di più adatto perciò del Carnevale alla scena di un delitto: maschere dietro cui nascondersi, costumi per assumere un’altra identità sembrano, infatti, ingredienti perfetti per la scena di un «caso». Protagonisti gli investigatori di casa Sellerio. Scherzi di Carnevale per Petra Delicado e Fermín Garzón, la Casa di Ringhiera, Enzo Baiamonte della Zisa, Rocco Schiavone, i Vecchietti del BarLume.

*

Carnevale in giallo raccoglie racconti polizieschi a situazione, in cui i protagonisti, gli investigatori noti dai romanzi maggiori pubblicati da questa editrice, svolgono il loro lavoro nel clima della festa proverbialmente beffarda che li condiziona pesantemente. Hanno a che fare con maschere e travestimenti, con il libertinaggio e la confusione del «mondo alla rovescia». Una capacità di metamorfosi di persone e cose che accentua la difficoltà dell’enigma. Che mescola in ogni racconto una tintura di grottesco.

Petra e Fermín – nel primo racconto ad opera di Alicia Giménez-Bartlett – affrontano il caso di un «diavolo» trovato stecchito e bagnato di sangue e acqua nei vicoli di Barcellona. La mascherata degli equivoci, narrata da Francesco Recami, coinvolge, sotto il solito destino cinico, la Casa di Ringhiera nella caccia a un collier scomparso. Nella baraonda teatrale di una festa di paese, a lui più congeniale, il buon Enzo Baiamonte dello scrittore Gian Mauro Costa conduce la sua inchiesta di periferia: il morto è dietro una maschera del Mastro di Campo, kermesse del borgo palermitano di Mezzojuso. Il nero del racconto di Antonio Manzini non è ravvivato nemmeno per un momento dalla festa, visto che il vicequestore Rocco Schiavone considera il Carnevale solo un Halloween fallito. Marco Malvaldi traveste i Vecchietti del BarLume da giudici della sorte più che da investigatori del pettegolezzo: la loro dura lex si abbatte con ridanciana ironia su un italianissimo mascalzone.

Oggi in libreria

La banda Sacco

Il Social Book Day – la giornata dedicata ai libri e all’amore per la lettura ideata dalla social book magazine Libreriamo – si apre con un’ottima notizia: è in libreria La banda Sacco, il nuovo romanzo di Andrea Camilleri edito da Sellerio.

Eccone la trama originale (dal sito ufficiale della casa editrice):

Raffadali, provincia di Agrigento, anni Venti del Novecento. I fratelli Sacco sono passati dalla miseria nera a una vita dignitosa di contadini con quattro salme di terra. Sono uomini liberi, di idee socialiste, hanno il senso dello Stato, si sono fatti da sé seguendo l’esempio del padre Luigi che li ha allevati nella cultura del lavoro e del rispetto degli altri e che ha costruito la sua fortuna con l’arte di innestare i pistacchi. La vita cambia quando una mattina il capofamiglia riceve una lettera anonima, poi un’altra, poi subisce un tentativo di furto. Luigi Sacco non ha esitazioni e denunzia le richieste estortive ai carabinieri, che però si trovano disorientati: nessuno in paese ha mai osato denunziare la mafia, tutti preferiscono accettare e tacere. Da quel momento i Sacco dovranno difendersi. Dalla mafia e dalle forze dell’ordine, dai paesani complici, dai traditori, dai maggiorenti del paese tra tentativi di omicidio, accuse false, testimonianze bugiarde. Osteggiati dai carabinieri che li privano del porto d’armi e non li difendono, i fratelli Sacco diventano latitanti. Fronteggiano la mafia mostrando un coraggio e una coscienza civile straordinari per quegli anni, liberando di fatto Raffadali dall’oppressione mafiosa. Poi arriva Mori, il fascismo vuole battere Cosa Nostra, a qualsiasi costo e con qualsiasi mezzo. Ma perché dare la caccia ai Sacco che non solo non sono stati mai mafiosi, ma anzi ne sono vittime e proprio alla mafia hanno dichiarato guerra? Ecco allora che per giustificare la gigantesca, spietata caccia all’uomo che Mori scatena, i fratelli Sacco devono diventare una vera e propria banda: madre, sorelle, cognati, cugini, amici, ex sindaci socialisti, tutti vengono arrestati. Poi tocca ai fratelli che circondati da duecento carabinieri vengono feriti, arrestati, torturati. «La giustizia otterrà quello che vuole ottenere»; ai Sacco vengono addebitati quattro omicidi. Condannati all’ergastolo Vanni, Salvatore e Alfonso, girano tutte le carceri, e in alcune fanno degli incontri straordinari: Umberto Terracini e Antonio Gramsci, fra i tanti. Caduto il fascismo i Sacco non ottengono la revisione del processo e passeranno ancora decenni prima che, su sollecitazione di Umberto Terracini, i fratelli Sacco ottengano la grazia.

Siamo nel 1962.

Di questa storia, un caso politico oltre che giudiziario, Andrea Camilleri ha consultato tutte le carte, documenti ufficiali, scritti familiari, atti del processo. E ha raccontato, «attraverso questo “western di cose nostre”, per usare un titolo di Sciascia, come la mafia non solo ammazzi, ma sia anche in grado di condizionare e di stravolgere irreparabilmente la vita delle persone».

La donna che visse due volte

Prosegue il nostro viaggio alla scoperta delle opere letterarie che hanno ispirato i capolavori di Sir Alfred Hitchcock.

E non ci occupiamo di una pellicola qualunque bensì di quello che è stato definito il miglior film di tutti i tempiLa donna che visse due volte (Vertigo, 1958) guida infatti, dall’agosto dello scorso anno, la classifica stilata ogni due lustri dalla rivista cinematografica Sight & Sound. Che si tratti o meno del miglior film di tutti i tempi (classifiche di questo genere – per quanto affascinanti e, nel caso di Sight & Sound, indiscutibilmente autorevoli – lasciano il proverbiale tempo che trovano) siamo di fronte a una delle massime vette del cinema hitchcockiano: un’opera che conserva intatto il proprio fascino da oltre mezzo secolo e che è quasi ingeneroso paragonare al romanzo da cui trae – molto liberamente – origine.

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James Stewart e Kim Novak in una scena del film.

La leggenda vuole che Pierre Boileau e Thomas Narcejac, apprezzata coppia di giallisti francesi autrice del fortunato Les Diaboliques (Celle qui n’était plus), abbiano scritto il noir sentimentale D’entre les morts (Sueurs froids) * a metà degli anni ’50 del secolo scorso confidando in una trasposizione sul grande schermo per mano di Sir Alfred. Quel che è certo, il romanzo affronta tutti i nodi tematici cari al Maestro del Brivido: la vertigine fisica ed emotiva, i sentieri – anch’essi vertiginosi – dell’inconscio, il peccato, il senso di colpa. Ma soprattutto il tema del doppio, che qui beffardamente e genialmente si esaspera in un continuo gioco di specchi e diviene caleidoscopico: Renée che interpreta Madeleine che a sua volta “interpreta” Pauline Lagerlac…

Continua a leggere “La donna che visse due volte”

Un’estate in giallo

Sette autori, sette storie, sette casi da risolvere

Editore: Newton Compton

Sotto il caldo sole d’estate può accadere di tutto. È possibile ritrovarsi legati a un letto in un albergo di lusso di Shanghai in compagnia di un cliente dai gusti molto particolari, o essere trasportati nell’Italia del Settecento, per prendere parte alle indagini sulla misteriosa morte di un talentuoso violinista. Può persino capitare di approdare in un futuro non molto lontano, e scoprire un mondo violento in cui sopravvivere significa accettare di perdere la propria innocenza. Una pacifica vacanza per mare può trasformarsi in una crociera con delitto e un tranquillo weekend con gli amici al fresco di un rifugio di montagna può diventare un incubo. E se quest’anno avete deciso di non partire per godervi la pace delle città semideserte, non sentitevi al sicuro: potreste essere chiamati a far luce su un triplice omicidio all’ombra della Madonnina oppure essere coinvolti in una caccia al serial killer per le assolate e torride strade di Napoli… Casi di cronaca, indagini serrate, commissari all’opera per ricostruire disegni criminosi, vittime in fuga per aver salva la vita.

  • Quando da piccolo picchiavo i canidi Francesca Bertuzzi
  • Giochi d’estatedi Diana Lama
  • A mezzanotte sul ponte scialuppe, di Giulio Leoni
  • Rugginedi Massimo Lugli
  • Weekend maledetto, di Silvia Montemurro
  • Il killer di piazzale Dateodi Paolo Roversi
  • L’enigma del violino, di Marcello Simoni

Ferragosto in giallo

Camilleri, Costa, Giménez-Bartlett, Malvaldi, Manzini, Recami

Editore: Sellerio

“La vita andava avanti lo stesso, spietata e inutile come quei giorni di agosto”. C’è un morto sulla spiaggia con una siringa in vena: Montalbano, con Livia a Vigàta per il Ferragosto, sospetta una montatura, scopre il colpevole ma viene scavalcato. Un milionario russo è stato assassinato nel resort non lontano dal BarLume: il Barrista e i Vecchietti cercano la donna. Una rapina in banca finisce quasi in una strage: il vicequestore Rocco Schiavone gioca un po’ sporco, come al solito. Nel cuore afoso delle ore piccole, una splendida fuggitiva irrompe nella Casa di ringhiera: tutto in una notte per il vecchio De Angelis con la sua auto feticcio e, dietro, il corredo di equivoci sarcastici da ballatoio. Un attentato nel ricco mondo dell’industria vinicola siciliana: Baiamonte, steso sulla sdraio, indaga per noia. Una pistola da collezione ha ucciso la moglie del commissario Carreras e ogni indizio accusa il marito: Petra Delicado e Fermin Garzón scommettono sul vero amore. Da Salvo Montalbano a Petra Delicado, gli investigatori degli autori presenti in questa raccolta hanno poderose personalità, tanto da riempire ampiamente lo spazio dei loro casi, non meno di quanto lo facciano gli intrecci in cui capitano. Da questa osservazione nasce l’idea di misurarne, appunto, la personalità, impegnandoli alla prova di occasioni speciali, di feste comandate e di giornate in cui di solito tutti vorrebbero liberarsi dei ruoli ufficiali.

Da oggi in libreria

Che la ‘ntricata foresta

dintra alla quali lui e Livia si erano venuti ad attrovari, senza sapiri né pircome né pirchì, fosse virgini non c’era nisciun dubbio pirchì ‘na decina di metri narrè avivano viduto un cartello di ligno ‘nchiovato al tronco di un àrbolo supra il quali ci stava scrivuto con littre marchiate a foco: foresta vergine. Parivano Adamo ed Eva in quanto erano tutti e dù completamenti nudi e si cummigliavano le cosiddette vrigogne, le quali, a pinsarici bono, non avivano nenti di vrigognoso, con le classiche foglie di fico che si erano accattate da ‘na bancarella all’entrata a un euro l’una ed erano fatte di plastica. Siccome erano rigide, davano tanticchia di fastidio. Ma quello che più fastidiava era il caminare a pedi nudi. A mano a mano che Montalbano procidiva, sempri cchiù si faciva pirsuaso che in quel posto c’era già stato ‘na vota. Ma quanno? La testa di un lioni ‘ntravista ‘n mezzo all’àrboli, che non erano àrboli ma felci gigantesche, gli fornì la spiegazioni.

Andrea Camilleri, Un covo di vipere (Sellerio, 2013)

Un’altra notte a Brooklyn

di Lawrence Block

Editore: Sellerio
La memoria n. 930


Una nuova razza di criminali sembra aver preso piede a New York. Senza scrupoli, di lucida e rabbiosa intelligenza, di temperamento spietato e omicida, questi assassini attaccano senza preavviso le persone amate di chi vive fuori dalla legge, ben sapendo che chi campa di crimine difficilmente si rivolgerà alla polizia per affrontare una minaccia. La giustizia ha allora bisogno di trovare un’altra strada, ed è per questo che Scudder viene contattato da uno spacciatore la cui moglie è stata rapita per un riscatto e che è stata ammazzata barbaramente, affinché trovi gli uomini responsabili del delitto.
Uno dei più noti e celebrati romanzi della serie del detective alcolista e senza licenza Matt Scudder, che verrà trasposto in un film con Liam Neeson.

In libreria da giovedì 6 giugno 2013

Un covo di vipere

di Andrea Camilleri

Editore: Sellerio
La memoria n. 929

È l’alba a Marinella e il sonno di Montalbano viene interrotto dal canto di un usignolo. 

O almeno così pare al commissario, salvo poi scoprire che si tratta del fischiettare di un vagabondo che ha trovato rifugio nella verandina durante un temporale di fine estate. Un barbone sui generis però, perché parla un italiano perfetto e si vede che ha conosciuto tempi migliori. Confessa di abitare in una grotta poco distante ma non c’è tempo di approfondire la questione perché Montalbano deve correre in commissariato dove Catarella gli annuncia l’assassinio del ragionier Cosimo Barletta.
Nel villino lungo la strada che costeggia il mare nessun segno di effrazione, nessuna traccia di lotta: l’uomo è stato colpito alla nuca da un colpo di pistola mentre seduto in cucina stava bevendo un caffè.
Un tipo strano il ragioniere, una vita solo in apparenza rispettabile: vedovo, benestante, casa in paese e villino sul mare, due figli, Arturo e Giovanna, entrambi sposati. Dalle loro parole però emerge un ritratto dell’uomo non proprio edificante. Malo carattere, qualche affare immobiliare che fa sospettare prestiti ai limiti del lecito, cosa altro ancora? Se lo chiede il commissario quando foto equivoche e lettere nascoste in un doppio fondo della scrivania della vittima svelano una passione malata.
L’autopsia poi mette a nudo un particolare inquietante che costringe a cambiare marcia nell’indagine, tanto più che entrambi i figli di Barletta parlano di un testamento – che non si trova – che il padre intendeva rivedere. Livia arriva a Vigàta proprio quando l’inchiesta sta entrando nel vivo e mentre il commissario si attarda tra interrogatori di testimoni e perquisizioni, lei conosce Mario, l’uomo della grotta, e ne vuole carpire il segreto.

La verità lentamente si fa strada ma è una soluzione che Montalbano non vorrebbe ammettere neanche a se stesso.

Oggi in libreria

Capodanno in giallo

Aykol, Andrea Camilleri, Gian Mauro Costa, Marco Malvaldi, Antonio Manzini, Francesco Recami

Sellerio editore Palermo

Gli investigatori più popolari dei «gialli» Sellerio e il Capodanno.

La sfida, o la scommessa è quella di provare la personalità dei protagonisti: quanto sono capaci, per così dire, di una vita autonoma in cui la realtà della loro esistenza non sia solo lo sfondo delle imprese criminologiche.

I racconti di questa raccolta hanno per protagonisti alcuni degli investigatori più popolari dei «gialli» Sellerio, e precisamente: Salvo Montalbano da Vigàta, il commissario di Andrea Camilleri; il pensionato Amedeo Consonni, il dilettante del crimine che agisce nella Casa di Ringhiera immaginata da Francesco Recami; Rocco Schiavone, poliziotto tormentato dei noir di Antonio Manzini (un nuovo romanzo uscirà presto per i nostri tipi); Kati Hirschel, libraia turco-tedesca che ne combina di tutti i colori qui e là per la fascinosa Istanbul, venuta dalla penna della scrittrice turca Esmahan Aykol; l’elettrotecnico Enzo Baiamonte che risolve delitti di quartiere nella Palermo di Gian Mauro Costa; Massimo il Barrista del BarLume, investigatore dalla linguaccia pronta del toscano (e si vede) Marco Malvaldi. Eroi che in questo volume animano con le loro storie una specie di officina di scrittura. L’editore, in continuità con un analogo progetto dell’anno scorso (Un Natale in giallo, Sellerio 2011), ha chiesto agli autori di scrivere un racconto a soggetto. Soggetto: un Capodanno dell’investigatore. 
La sfida, o la scommessa è quella di provare la personalità delle loro creature: quanto sono capaci, per così dire, di una vita autonoma in cui la realtà della loro esistenza non sia solo lo sfondo delle imprese criminologiche. Viceversa, in questi racconti, una giornata tipica – per quanto, come il Capodanno rivelatrice sul piano psicologico, anzi proprio per questo – diventa l’interesse primario della narrazione mentre un delitto accade e un’inchiesta si sviluppa.

Articolo “Scelto per voi” da Paperblog Italia 

Andrea Camilleri vince il CWA International Dagger

Andrea Camilleri si è aggiudicato l’edizione 2012 del prestigioso CWA (Crime Writers’ Association) International Dagger con il romanzo Il campo del vasaio (pubblicato nel Regno Unito dalla casa editrice Mantle con il titolo The Potter’s Field, traduzione di Stephen Sartarelli).

L’annuncio della vittoria è stato dato al mitico One Birdcage Walk di Londra.

Ecco la motivazione del premio:

I romanzi di Montalbano dimostrano quanto si possa ottenere quando uno scrittore riesce a rendere il senso della vita in un luogo reale e riconoscibile. Camilleri mescola personaggi, trame e riflessioni sulle questioni politiche e sociali italiane con una satira beffarda – mai amara. In questo romanzo si allungano le ombre della sera; Montalbano inizia a sentire l’età.

Camilleri era già entrato nella shortlist dell’International Dagger per ben tre volte:

Una lama di luce

Per chi ama i buoni romanzi e i buoni polizieschi, l’uscita di “un nuovo Montalbano” è una festa.

Le investigazioni del commissario di Vigàta costituiscono ormai, per noi appassionati, un appuntamento attesissimo e irrinunciabile, una sorta di Christie for Christmas di casa nostra.

Una-lama-di-luce-di-Andrea-CamilleriCon questo spirito ho letto Una lama di luce, avventura nuova di zecca approdata in libreria il 7 giugno scorso, a un anno esatto dalla pubblicazione de Il gioco degli specchi.

E’ bene precisare subito che non ho avuto per le mani una copia qualsiasi bensì una (preziosissima) copia firmata dal Maestro girgentino di pirsona pirsonalmenti! Eccitazione – e aspettative – alle stelle, ça va sans dire.

L’incipit del romanzo è, come di consueto, di una bellezza fulminante: un vicolo fuori mano, una bara di legno grezzo con un telo bianco che fa capolino da sotto il coperchio e Catarella che, udite udite, s’è messo a parlare in latino!

Poi la magia, inspiegabilmente, si rompe. Montalbano è sempre Montalbano: d’umore nivuro se il cielo è nivuro, divora i manicaretti di Adelina e passeggia molo molo per favorire la digestione e, con essa, la risoluzione dell’enigma. Ci si sente a casa, insomma. Ma la storia non decolla, e sorge il sospetto che sia lo stesso Montalbano a volerlo, invischiato com’è nelle pene d’amore. La relazione eterna e burrascosa con Livia è infatti minacciata dal prorompere di una femme fatale – la gallerista Marian – che ha la forza distruttrice di un uragano. Il commissario ha “un còri asinu e un còri liuni”: non sa scegliere, temporeggia. E noi tentenniamo con lui, ci perdiamo nella maglie di un racconto che non convince del tutto.

L’intreccio, sia chiaro, è solido e ben congegnato; la costruzione, tuttavia, appare meno brillante del solito e si trascina un po’ stancamente, sorretta più dalla forza dei personaggi che popolano Vigàta e il suo pittoresco commissariato che dall’originalità della trama. Il feuilleton, poi, non entusiasma: Marian, la nuova fiamma, suscita ancor meno simpatia di Livia (il che è tutto dire) e in ogni caso, diciamolo pure, il buon commissario lo vorremmo tutte felicemente e definitivamente sfidanzato, libero come l’aria.

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Luca Zingaretti nei panni del commissario Montalbano.

Il finale è un altro paio di maniche. Perché Camilleri è Camilleri, e quando decide di mettere “il carrico da unnici” non ce n’è per nessuno. Sorprendenti e dolorose, liriche, le ultime pagine del romanzo commuoveranno e conquisteranno anche il lettore più smaliziato.

Lettura consigliata, dunque. Straconsigliata ai montalbaniani più irriducibili perché potranno godersi il ritorno di un personaggio nportanti assà…