Avversario segreto

Giovani avventurieri offronsi qualsiasi lavoro, dovunque, dietro buon compenso. Offerte ragionevoli non cestinate.

Inizia così l’epopea di Tommy Beresford e Tuppence Cowley, soci fondatori della Giovani Avventurieri Ltd  (impresa “di rischio avventuroso” creata fra un pasticcino e una tazza di tè da Lyon’s mentre il mondo, dopo la Rivoluzione d’Ottobre, si divideva in due blocchi contrapposti), senza un penny in tasca ma con uno spirito d’iniziativa a dir poco invidiabile…

Siamo nel 1922 e viene dato alle stampe Avversario segreto (The Secret Adversary), fortunata e brillante incursione di Agatha Christie nel mondo dello spionaggio a due anni dalla pubblicazione di Poirot a Styles Court, il suo romanzo d’esordio. Agenti segreti e detective per caso, Tommy e Tuppence compariranno in altri tre romanzi – Quinta colonna (N or M?, 1941), Sento i pollici che prudono (By the Pricking of my Thumbs, 1968), Le porte di Damasco (Postern of Fate, 1973) – e nella raccolta di racconti Tommy e Tuppence: in due si indaga meglio (Partners in Crime, 1929).
In Avversario segreto, i due sono alle prese con la sparizione di una giovane americana e di alcuni documenti scottanti: sullo sfondo, il tragico affondamento del Lusitania (il 7 maggio 1915 il transatlantico appartenente alla compagnia di navigazione britannica Cunard Line venne silurato dal sommergibile tedesco U-20).

Agatha Christie racconta la genesi di questo romanzo nella sua autobiografia (La mia vita, Mondadori, 1978):

Già, potevo scrivere un altro libro. E il soggetto? Non ne avevo uno in mente. La soluzione mi si prospettò un giorno che ero seduta in una sala da tè. A un tavolo vicino due persone stavano parlando di una certa Jane Fish. Il nome mi colpì; era buffo, uno di quei nomi che si imprimono facilmente nella memoria.

Mi parve un ottimo spunto per la mia vicenda; un nome sentito in una sala da tè, abbastanza insolito perché chi l’aveva udito non lo dimenticasse più. Potevo usare lo stesso nome, oppure no, forse Jane Finn andava meglio. Optai per quest’ultimo e mi misi subito al lavoro. Il titolo subì parecchi mutamenti, dall’iniziale  The Joyful Venture, a The Young Adventurers, fino ad  Avversario segreto, che rimase quello definitivo. … Avrei scritto un thriller, non un romanzo poliziesco. L’idea mi parve buona, non mi dispiaceva cambiare dopo il minuzioso lavoro di concatenazione che la stesura di  Poirot a Styles Court mi aveva richiesto.

In verità, come ha ben sintetizzato Lia Volpatti, più che di thriller sarebbe opportuno parlare di mystery-story “con un tocco di spy o viceversa”.
Una storia resa speciale da una coppia di protagonisti un po’ svitati e incoscienti ai quali è impossibile non affezionarsi.

Francesca Annis e James Warwick, i due interpreti “storici” di Tommy&Tuppence.
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